CONFERENZA ALLA BADIA MORRONESE
27 GIUGNO 2015 – Forse solo dopo cent’anni si possono pubblicare le lettere dei soldati di una guerra mondiale.
Prima non ci sarebbe stato cuore, per le madri, i figli, gli amici di tanti militari strappati alla loro vita. Ne è prova la serie di lettere dal fronte che per la prima volta trova una divulgazione estesa come solo un “magazine” di larga diffusione può assicurare (sono le struggenti testimonianze che in queste settimane pubblica “L’Espresso”).
E di campi di prigionia della “Grande Guerra” non si è potuto parlare finora per lo stesso motivo. O per sciatteria. Ha affrontato l’argomento alla Badia morronese il “Polo museale dell’Abruzzo”, autentica effervescenza culturale regionale, oggi guidata da Lucia Arbace, che è stata soprintendente di beni storici, artistici ed etnoantropologici dell’Abruzzo.
Ha avuto l’intuizione e ha portato un saluto, mentre le relazioni erano del col. Antonino Zarcone, vice direttore di dipartimento del Ministero della Difesa e Annarita Glisenti, funzionario Mibact.






