D’ALFONSO DECLASSA MURAT E PROMUOVE LEONE

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DEPAUPERA L’ENTROTERRA E POI LO INDICA AD ESEMPIO DI GOVERNO

2 GIUGNO 2015 – Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha passato il sabato prima delle elezioni a Roccapia, nel laboratorio caseario di Mauro Leone, che poi domenica è stato eletto sindaco. “Il Centro” precisa che Leone avrebbe vinto lo stesso; noi aggiungiamo che proprio perchè Leone aveva già vinto, D’Alfonso è andato a Rocca Pia, secondo l’esempio di Renzi. D’Alfonso ha pubblicato sul suo profilo facebook: “Sono col sindaco di Rocca Pia, senza opposizioni, il paese più amato dai funzionari napoleonici. Io sostengo a spada tratta la fermezza autentica di Mauro Leone, che presto proporremo come modello di governo”.

Siccome vogliamo più bene a Mauro Leone di quanto ne voglia D’Alfonso, troviamo il pelo nell’uovo e sottolineamo che, se fosse stato un po’ più leale, D’Alfonso avrebbe dovuto aggiungere: “Con il mio impegno per il completamento della fondovalle Sangro, taglieremo definitivamente Rocca Pia dai traffici che erano stati incentivati dai funzionari napoleonici (in verità si trattava di Gioacchimo Murat, che era un po’ più su di un funzionario, era Re di Napoli nominato dal grande Corso nel 1808…) e chi vorrà raggiungere l’Adriatico da Napoli (e viceversa) eviterà l’Altopiano delle Cinque Miglia non perché la strada che stiamo facendo da 50 anni tra frane e ponti sospesi nel nulla sia più comoda, quanto perché nel frattempo abbandoneremo la manutenzione di tutta la SS17 perché i finanziamenti per questo ramo di strada li sto dirottando tutti sulla SS 153 tra L’Aquila e Pescara, che non c’entra nulla con la SS 17, ma che io chiamo SS 17 perché così mi fa comodo e così posso dirottare i finanziamenti”.

Questo direbbe un governatore in visita a Rocca Pia se non avesse la faccia di bronzo.

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