“Com’è grande la città, com’è bella la città…”

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LEONARDUZZI SPARA A ZERO CONTRO RANALLI E POI CI RIPENSA

3 GIUGNO 2015 – Luisa Leonarduzzi, della segreteria del Pd di Sulmona, aveva abbandonato  non solo la segreteria, ma tutto il partito prima del 2 giugno,

per protestare contro lo stallo nel quale sostanzialmente si trovava tutta la attività amministrativa. I toni della sua lettera non lasciavano dubbi interpretativi: sembrava che lasciasse un partito alla deriva, un posto governato da chi non sapeva far altro che perdere occasioni di buon governo; insomma, un luogo quasi di abiezione per ogni progetto politico. Uscendo, ha inferto una tale forza alla porta che si temeva qualche scardinamento o la fragorosa disintegrazione di ferri, tavole e serrature.

Ma la festa della Repubblica deve averla restituita al suo ruolo di responsabilità, partecipe com’è, nel suo piccolo, dei destini della Nazione. E prima che si sentissero in tutta la Valle Peligna gli effetti del suo sbattere la porta, ha ripreso al volo la maniglia e l’ha delicatamente accompagnata: per riaprire la porta e tornare nei ranghi, ma con altrettanto clamore della uscita. Ha spiegato che, come no, la giunta fa e fa bene, per esempio… sullo spostamento del mercato nel periodo della giostra. Ha aggiunto che meglio di così Ranalli non potrebbe fare in fatto di programmazione di fiere e mercatini nell’arco di tutto l’anno. Insomma, il suo evidentemente è stato un abbaglio e la sparata era sproporzionata. Diamine, per un sindaco che non si preoccupa neanche di dare un riscontro a chi propone Sulmona capitale della cultura, ci sarà pur sempre una lista di dieci bancarelle di cacio pecorino da mettere intorno alla statua di Ovidio per il bimillenario della morte…

Del resto, come si fa a trattare male una giunta che si prende ceffoni sul punto-nascite, se il futuro di Sulmona è nel punto-vendite, con i mercatini di bric-à-brac, di uccellini in gabbia e di salse tartufate? E in ultimo, come si fa ad essere scortesi con un sindaco che nel momento nel quale espropria il mercato della tradizionale piazza nella quale si tiene 48 settimane l’anno,  ti trova immediatamente un’altra area (che sta lì da una ventina d’anni…) come se avesse la bacchetta magica?

La sortita della Leonarduzzi ci ricorda per le vie generali la fragorosa uscita dalla giunta dell’assessore Calabria, tornato quasi con le scuse e la contrizione qualche ora dopo le dimissioni; o dello stesso sindaco, che le ha annunciate tre volte per poi tornare sui propri passi. Che fosse una nuova strategia di questa giunta traballante: creare l’allarme per poi dire che è rientrato? Il problema sta nel fatto che le dimissioni rientrano prima ancora di destare un minimo di allarme, tanto sono repentini i ripensamenti e tanto forti sarebbero i sospiri di sollievo della cittadinanza per le dimissioni effettive e irrevocabili…