Leone a gonfie vele; Del Corvo con le ruote sgonfie. E queste elezioni non sono una cosa seria

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A CASTELVECCHIO CALVISIO VINCE IL CANDIDATO VOTATO DA UNO SOLO

I GIUGNO 2015 – Mauro Leone, con gli ottantasei voti che gli hanno consentito di raggiungere il 67% dei votanti, è il sindaco di Roccapia per la prossima tornata amministrativa.

Si tratta di una piccolissima realtà, che però ha molto da aspettarsi dallo sviluppo turistico del territorio: gran parte del Piano delle 5 Miglia e sentieri di montagna da fare invidia alle Alpi.

A Castelvecchio Calvisio ha vinto su tutti Roberto Di Pietrantonio, che ha riscosso un solo voto su 277 iscritti alle liste elettorali. La elezione, però, non sarà valida.

Quasi duemila voti non sono bastati a Antonio Del Corvo, protagonista di uno dei più oscuri quinquenni di presidenza della Provincia dell’Aquila (dopo quello della Pezzopane), che è stato scavalcato da Settimio Santilli, della lista “Una città da amare” (se si fosse presentato a Silvi Marina, avrebbe fatto a meno di una delle due “a”, oltre tutto cacofonica; oppure non si è reso conto che, se un giornalista gli chiedesse come definisce le prospettive del suo quinquennio, si dà una zappa sui piedi rispondendo con il suo motto?).

Rissa tra candidati (lo dicono i giornali, non lo diciamo noi), indovinate dove? Risposta troppo semplice? A Rocca di Botte.

A parte la prima notizia, che è vera e seria, le altre sono vere, ma nessuna è seria. Né si può pretendere da noi che si tratti con i guanti di velluto una tornata elettorale che in tutta Italia, se fosse stata una consultazione referendaria, non avrebbe consentito neppure di raggiungere il quorum del 50% (o quasi, roba di decimali; qualche “aggiustamento” sarà stato fatto nella notte, come fu fatto per il referendum Repubblica-Monarchia del 1946). Ed ancora, se qualcuno si lamenta che la mettiamo a cantina,  non si può pensare che sia una cosa seria che un condannato in primo grado come Vincenzo De Luca in Campania si presenti e venga votato nonostante sia incappato nei rigori della legge Severino e tenga duro fino alla sospensione che lo attende nelle prossime ore, giusto il tempo per cedere al “vice” le redini del governo regionale.

E in Abruzzo? Nella nostra regione il voto è stato sfalsato cronologicamente per l’arresto di Del Turco. Lungi da noi l’idea di riabilitare questo “governatore” (pur dopo le indecenti esperienze di Chiodi e D’Alfonso), ma non sarà il caso che la Corte d’Appello si pronunci, dopo ben sette anni, su fatti che hanno mandato a casa una intera giunta? Così, tanto per la curiosità, da parte di noi tutti amministrati, di vedere la puntata finale, che forse è una cosa più seria di queste elezioni dimezzate.

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