Vaschione in grande spolvero se non fosse per quella pianta sulla facciata…

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PICCOLI E GRANDI CONSIGLI PER IL RESTYLING DELLA TESTATA

8 NOVEMBRE 2017 – Ringraziamo chi ci legge e ci ha segnalato qualche piccola o grande incongruenza nella nuova versione del giornale on-line. Miglioreremo; ma, almeno, teniamo i lettori al riparo dalle insopportabili intrusioni pubblicitarie che, mentre stai ad assaporare una lettura avvincente, ti propongono beni e servizi che l’algoritmo ritiene facciano proprio per te. Sempre meglio qualche articolo che va un po’ random piuttosto che l’espropriazione del diritto di leggere senza essere disturbati.

Grazie anche a coloro che ci incoraggiano ad andare su facebook etc; è segno che ci vogliono bene perché vorrebbero che molti di più ci leggessero. Ma, se avessimo voluto rincorrere i numeri, non avremmo ritagliato un giornale di qualità; sul punto, rimandiamo a quello che abbiamo scritto tre anni fa, quando ci siamo dichiarati dello stesso avviso di Renzo Arbore con il sottotitolo della sua trasmissione semi-notturna “meno siamo, meglio stiamo”. Non dobbiamo vendere pubblicità: dobbiamo solo dare un modesto apporto civico affinchè questa città sia migliore e per questo rimandiamo all’editoriale di apertura “Perché questa voce libera”, che con la nuova grafica viene valorizzato e che, per fortuna, è uno dei “pezzi” più letti. Abbiamo sostituito, per esigenze tecniche, la foto della Fontana del Vecchio accanto alla testata; quando la sindaca, bontà sua, vorrà rimuovere quella pianta che cresce a sinistra, sul più artistico dei monumenti di Sulmona dopo l’impareggiabile facciata del Palazzo dell’Annunziata, potremo chiedere a Teodoro Marini di scattare un’altra foto che sia anche un biglietto da visita per la città. Pare che per il Palazzo dell’Annunziata sia andata così: bisogna scrivere su internet, perché la sindaca evidentemente ancora non ha realizzato di essere la sindaca di Sulmona come non aveva realizzato (dice lei) chi aveva di fronte nella famosa trattativa con la cooperativa “Creaservice”.

Dovremo intraprendere una rubrica per cantare le lodi di Paolo Di Bartolomeo come solerte ed equo amministratore. E sarebbe un paradosso perché quando, da giornalisti, gli chiedemmo una delibera di giunta, pretese che gli rivolgessimo una domanda in carta bollata (contando sul fatto che eravamo liceali squattrinati) e poi, una volta soddisfatto, si appellò al regolamento che prevedeva che tali istanze potessero essere rivolte solo dagli iscritti ai ruoli fiscali e nel 1973 valeva ancora la norma che fissava la maggiore età a ventun anno: niente male come accesso agli atti.

Nella stessa rubrica canteremmo le lodi del sindaco Antonio Trotta. E sarebbe un paradosso, perché dopo la visita dell’ambasciatore del Venezuela ci telefonò addirittura per diffidarci a non andare più a nessun incontro del genere al municipio, in quanto nell’articolo avevamo citato l’ambasciatore e non lui (ma aveva letto solo l’articolo in pagina di Sulmona e non quello in prima pagina regionale, dove addirittura c’era una foto del diplomatico ed una del non diplomatico, lui). E così, di questo passo, dovremmo fare un paragone tra i sindaci di un tempo e la sindaca di adesso; non è detto che non lo faremo, visto che i più numerosi contatti non riguardano gli articoli di stretta cronaca, ma quelli di satira politica, ovviamente dopo quelli nei quali Ovidio narra sventure mitologiche (che sono sempre una consolazione per chi non le subisce, cioè per i più).