Il Parco Majella disconosce l’orso che forse gli appartiene

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Un orso marsicano

ECLATANTE ASSENZA TRA LE PARTI CIVILI  AL PROCESSO SULLA SPARATORIA DI TRE ANNI FA

8 NOVEMBRE 2017 – Il Parco Nazionale della Majella non si è costituito parte civile nel processo contro Antonio Centofanti, che nel settembre del 2014 sparò ad un orso; l’animale, dopo aver vagato con i proiettili in corpo, morì per una infezione. Si è costituito il Parco Nazionale d’Abruzzo.

I vertici del Parco “Majella” debbono avere una ruggine con questo orso. Quando qualcuno gli sparò (che sia stato Centofanti o un altro, lo dirà il processo) era in corso la festa “Perla Majella” su tutte le strade di Sulmona, cioè a dieci chilometri dal luogo dove il plantigrado fu impallinato. La festa non fu sospesa neanche per il canonico minuto di raccoglimento; anzi, si vedevano persone di tutte le stazze (in particolare della stazza dell’assessore regionale Di Matteo) che mangiavano Ponzio con tutto Pilato sulla terrazza del Palazzo Mazara infestata di pecorini e frittelle. Oggi, mentre si cerca la verità su quell’uccisione, a portare il vessillo della rivendicazione naturalistica, tra i due Parchi, è solo quello di Pescasseroli che intraprende e sostiene un proprio ruolo nel processo.

Se quelli del Parco della Majella sono andati con la fettuccia a misurare le zone di territorio nelle quali si è svolta la sparatoria, per escludere che l’episodio riguardi quel Parco, siamo messi male in fatto di conoscenza delle abitudini e degli spostamenti di un orso. Il povero animale sarà passato cento volte e poi mille dal territorio di un Parco ad un altro e, quindi, probabilmente era anche del Parco Majella. Di certo la funzione di un ente del genere è quella di tutelare tutta la fauna, anche quella che non vede l’ora che il presidente Franco Iezzi se ne vada in panchina a godersi la pensione per tutte le cose belle che ha fatto a Sulmona. Ora ci manca solo che al termine della causa si accerti che l’orso veniva dal Parco Majella e che, quindi, al Parco di Pescasseroli non spetta un centesimo. E sarebbe un orso figlio di nessuno, morto, per la Majella, mentre Di Matteo e gli altri si ingozzavano.