La sindaca strilla e strepita e diventa una macchietta

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7 NOVEMBRE 2017 – Secondo la sindaca Casini un consigliere di minoranza, nel caso specifico l’avv. Elisabetta Bianchi, “sbarca il lunario” coltivando le polemiche che ha coltivato nell’ultima riunione. In questi termini la sindaca ha replicato alle note di solidarietà che per l’avv. Bianchi sono venute dal coordinatore regionale del suo partito, “Forza Italia” e dall’ambito locale. Persino “Sinistra Italiana”, pur sottolineando che due mondi la separano dall’avv. Bianchi, ha ritenuto del tutto incongrua la reazione della sindaca alla semplice lettura di una norma di legge.

Continua la performance fuori controllo della sindaca, che dalle fasi dell’incendio del Morrone fino ai giorni scorsi ha accelerato sulla strada della intolleranza; adesso è passata alle ingiurie vere e proprie, perché le parole con le quali ha definito la condotta della consigliera di minoranza dimostrano che il suo intento è quello di aggredire sul piano personale, senza soffermarsi neppure a formulare una analisi politica. E questa è una scelta che mai un sindaco ha operato in città, perché, semmai, a caratterizzare le risposte dei primi cittadini era una eccessiva remissività, una propensione a non entrare neppure nell’arena della polemica.

Direttamente connesso a questo comportamento è il dato di fatto che la sindaca Casini è stata collocata nel posto ove si trova senza che abbia mai percorso un itinerario politico, solo per consentire ad Andrea Gerosolimo di non immergersi nell’amministrazione quotidiana di una città, con l’impegno che (a voler svolgere bene questo ufficio e a volerne trarre beneficio politico) ad un sindaco di una cittadina si richiede. Ora per Sulmona non sono solo un problema i congiuntivi delle frasi di Anna Maria Casini, quanto proprio la presentabilità, nel consesso delle istituzioni, di una sindaca che in preda all’ira abbandona la riunione del consiglio comunale e che poi rincorre sui giornali una consigliera che stava semplicemente leggendo una norma giuridica. Casini è costretta a ingoiare molte cose che si decidono sopra di lei o in sua assenza e questa frustrazione forse costituisce il più nervoso esplosivo per i suoi comportamenti. Letti dall’esterno, non fanno che sottolineare l’urgenza che venga sostituita al più presto se la città non vuole essere rappresentata da una macchietta volubile e intrattabile.