DESOLAZIONE AL POSTO DELLE PIANTE

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12 MARZO 2015 – Avremo legna a iosa per l’anno prossimo.

Il taglio selvaggio di pini e piante di ogni altro genere sembra una frenesia che si appaga solo tagliando ancora. Nella villa di Via Mazzini, davanti alla caserma “Battisti” è tornato quasi il deserto, dopo i cento anni circa di pini e abeti. Si sostiene che le piante non reggerebbero ad altri assalti del vento. Ma un vento così si ripete ogni cento anni. L’ultima bufera inclemente, quella del 31 dicembre 1974, aveva divelto appena un abete davanti alla Chiesa dell’Annunziata: ora al suo posto si trova una stentata magnolia che fatica ad assestarsi perché le pavimentazioni di epoca romana non lasciano molto spazio alle radici.

Quindi quello di 40 anni fa era solo un venticello, come la calunnia rossiniana. Disastri come quello di giovedì e venerdì scorsi passano alla storia della meteorologia, non bisogna pensare, come fa il sindaco di Pratola Peligna, che Eolo sia pronto a soffiare ancora domani come ieri; non siamo nella costa dell’Est d’America. E la suggestiva villetta di Porta Napoli potrebbe diventare un’area parcheggio; la tentazione è forte.

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