Federico:”Ma che il Patrizio cavalier fosse innamorato?”

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21 OTTOBRE 2014 – Dal Dott. Fabio Federico, già sindaco di Sulmona, riceviamo e pubblichiamo:

“Caro Direttore,

ho letto su “Il Vaschione” gli articoli riguardanti “il grizzly lacchè” e “il  Patrizio cavalier disarcionato” e sono rimasto allibito.

Sono quasi due anni che ho concluso il mandato di Sindaco della città e, per mia scelta, sono rimasto fuori dalla politica attiva.

Ho inteso farlo in un momento di grande confusione di idee e di posizioni, nazionale e locale, che persiste e non invoglia neppure i più entusiasti a mettersi in gioco.

Quindi già da un anno e mezzo sono tornato ad essere un cittadino comune con le sue idee, i suoi diritti, i suoi doveri e la sua privacy; eppure ancora oggi vedo nei miei confronti degli attacchi, a questo punto non più spiegabili, da parte del Sig. Iavarone dalle pagine di Zac 7.

Con una periodicità incalzante torna ad attaccare la mia persona, non più il Sindaco, quasi non potesse farne a meno.

Le inesattezze, le omissioni volute e le bizzarre interpretazioni dei fatti riportate su quel giornalino.ino le hai già mostrate Tu ampiamente, ma io non riesco a capire il motivo della loro origine.

Ho la sensazione, ma è solo una sensazione sia chiaro a tutti-tutti, di essere caduto nelle attenzioni di una persona angosciata. La ritmica degli insulti, la ossessiva cadenza delle offese, il perpetuarsi di frasi di disprezzo mi fanno pensare al terrore che quel signore probabilmente nutre di un mio eventuale rientro in politica.

Oppure non riesce a pensare ad altro come fosse in preda ad una passione d’amore.

Che il soggetto si sia innamorato di me ?

Con i tempi che corrono può starci !

Ma a quel punto potrebbe scrivermi una poesia, mandarmi dei fiori!

Insomma rivelare la sua passione con un atto di coraggio e di amore!

Potrei capirlo :

Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.(Catullo)

E il tormento di questo povero ragazzo m’intristisce. M’intristisce pensare che la notte non dorma al pensiero di come insultarmi il giorno dopo. M’intristisce vederlo sempre dimesso e un po’ trasandato nello stesso stile con cui scrive.

Però c’è un limite !

Certe regole vanno rispettate.

Tra le prime, quella di tenere i bambini fuori dalla cronaca pubblica, perché, come si dice : “ti fai male “ (ovviamente metaforicamente  e giornalisticamente).

Citare pubblicamente i figli di un avversario (odiato o amato) non è solo volgare, è controproducente.

Ma il sentimento, qualunque esso sia, quando è forte abbaglia ed annebbia come una sostanza che ottunde ed eccita allo stesso momento .

Abbaglia ed annebbia al punto che, fino a ieri solerte osservatore, oggi non si accorge che la città è lercia, il cinema Pacifico, fonte di cultura cui i nostri ragazzi si abbeveravano di notte, è ancora chiuso, che il punto nascite è ormai perso,  che le tasse locali sono ai massimi storici, che l’Istituto Tecnico è perso, che i  lavori per la ricostruzione post sisma sono al palo, che i cantieri delle opere pubbliche sono chiusi,  che le fiere sono abolite, che il cartellone estivo è stato inesistente , che la stagione concertistica è di fatto abolita, che le manifestazioni di contorno della Giostra Cavalleresca non ci sono più, che eventi come la partenza del Giro d’Italia sono ormai un sogno lontano.

Per fortuna il “fastidiosissimo” Papa per il momento pare non abbia intenzione di tornare.

Insomma una città allo sbando. Merito dei gufi con i cartelloni mortuari ? Forse!

Certo è che solo lui non se n’è accorto.

Fabio”

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