11 OTTOBRE 2012 – Il WWF capeggia una vera e propria rivolta contro il cementificio nella città di Pescara.
Nelle ultime ore i toni hanno assunto rilievo nazionale e sabato potrebbe raggiungersi il “clou” con una grande manifestazione: le cifre parlano di migliaia di tonnellate di residui inquinanti dalla lavorazione.
Il problema potrebbe imprimere una accelerazione alla costruzione di un cementificio a Bussi sul Tirino, visto che ormai si invoca con grande determinazione il trasferimento del complesso industriale in un posto sufficientemente lontano dal centro abitato. Lo scorso anno il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ha rimarcato che Sulmona ha fatto la sua scelta coerente contro il cementificio in una qualsiasi zona periferica della città: “Mi stupisce, peraltro – ha aggiunto Federico – che analoga forza i gruppi ecologisti non spendano per evitare che uno stabilimento del genere si installi a due passi da noi, a Bussi sul Trino, cittadina rispetto alla quale siamo per così dire sottovento; con tutto quello che una simile collocazione implica per l’abbattimento di polveri di tutti i generi nella nostra città, sui nostri campi. Alla fine avremo gli effetti del cementificio senza averne i benefici?”.
E in queste ore si rincorrono voci su quella che sembra una stretta per gli stabilimenti a livello nazionale: è il caso del cementificio di Colleferro, che è stato posto sotto sequestro per problematiche connesse, sembra, al funzionamento di camini.






