BIMBI, CELLULARI E FORZA DELLA LETTERATURA

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LA DELICATA POESIA DI GIANNANGELI PER UN RUMENO

26 MAGGIO 2012 – E’ di una delicatezza sublime il modo con il quale Ottaviano Giannangeli si rivolge ad un piccolo rumeno, nato per quella “emigrazione al contrario” che sta caratterizzando l’Abruzzo interno da una decina d’anni. C’è il riferimento dotto alla relegazione di Ovidio, cioè al percorso dalla splendida Roma alla gelida terra del Ponto, vicino a popolazioni barbare protagoniste di incursioni che agitavano il poeta peligno. Ma gli spunti letterarii lasciano subito lo spazio all’attenzione  e alla amorevole cura per quello che il piccolo fa o vorrebbe fare; per poi essere ripresi nell’impegno dell’osservatore letterario consapevole e determinato a ribadire la propria testimonianza sulla necessità delle “logore parole” prima che degli oggetti e dei “criptici messaggi”. “Cresci, dacio bambino” è ripreso da “Un sito per l’anima – Versi italiani”, Andromeda Editrice, 2008 :

“Cresci, dacio bambino / che hai superato / un anno da qualche mese,/ qui nato / nella patria di Ovidio / per rovesciato destino. / Pensa, altri bimbi in Italia / di pari età / già dicono mamma e papà / mentre tu sei abile solo / a premere interruttori, / a girare chiavette, / a rovesciare cassetti, / o colto / da subitanei furori / a gridare, / a lanciare oggetti per aria, / a decostruire, scomporre / e, quanto a comunicazione, / solo ad ascoltare / a capo chino / con attenzione, / concentrazione, / a un finto cellulare, / ad emettere criptici messaggi / servendoti solo / della lettera e  / (che vuol dire – d’accordo – / collante, amore), / pronto a sbadigliare / se pronuncio per caso / la parola studiare. / Cresci, bambino: se tempo / e forza mi assisteranno, / un giorno forse ti racconterò / della dolce magia che sa levarsi / da logore parole attraversate / dall’inclonabile poesia…”

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