CERTAMEN…TE DIFFICILE DA TRADURSI
10 APRILE 2010 – Tra i vuoti di Piazza XX Settembre, tra ciò che non c’è più e che prima si affacciava sul salotto sulmonese, bisogna annoverare anche il Liceo Classico “Ovidio”, evacuato dopo le scosse di aprile e oggi ospitato in altro istituto scolastico cittadino. E’ stato un centro di cultura, in quella piazza e con le persone che lo frequentavano; ha subito periodi di opacità, ma sono stati più lunghi quelli nei quali è stato citato ad esempio.
Notizie sulla tradizione del Liceo Classico Ovidio vengono fornite in “Egone o le lodi di Sulmona”, del prof. Ilio Di Iorio (Accademia degli Agghiacciati, Sulmona, 1989), ove, anzi, un capitolo, il primo, è riservato all’argomento, in relazione alla vita, agli studi e agli insegnamenti di Raffaele Elisei, che quel poemetto scrisse. Erano i tempi di un altro “certamen”, o forse di molti altri, ma in uno in particolare si era imposto Giovanni Pascoli, quello “Hoeufftianum”, inaugurato nel 1845 e al quale partecipò anche l’Elisei in una edizione dell’inizio del XX secolo.
Molto adatta, pertanto, si è rivelata l’iniziativa di istituire il “Certamen Ovidianum Sulmonense” nell’anno scolastico 1997/98 e inizialmente riservato agli studenti dei Licei Classici abruzzesi; consiste in una prova di traduzione di poesia ovidiana corredata da un commento stilistico, retorico e storico-letterario. Il prof. Domenico Silvestri, nella prima relazione al convegno sulla figura e l’opera del Vate, tenuto nel febbraio 1998 (Rotary Club Sulmona, 1999, Tip. La Moderna), aveva subito tracciato i confini di un’opera difficile : “Tradurre Ovidio, tradurre poesia: la sfida (im)possibile”. E’ questo, a ben guardarlo, il vero e grande dilemma di chi si avvicina alle forme della poesia ovidiana e ragionevolmente spera di non tradirne il significato e per giunta ambisce a rimodulare le eleganze stilistiche dal testo latino a quello italiano. Mai come per Ovidio, dunque, potrebbe valere la massima che per tradurre poesia occorre essere poeti e, d’altra parte, la constatazione che le traduzioni cambiano sostanzialmente con il trascorrere del tempo sebbene rimanga intatta la stesura originaria. Il Prof. Silvestri ha sviluppato anche nel suo “La nascita dell’eros nel mondo antico” (Atti del II Certamen Ovidianum Sulmonense, Rotary Club Sulmona, 2000, Tip. La Moderna) l’importanza del binomio “eros e intelligenza” che non corrisponde “banalmente ad una formula accattivante di autocertificazione intellettualistica”, ma rappresenta “ un antico procedimento di scoperta di fasi antichissime e fondanti dell’evoluzione umana” e individua in Ovidio il garante di questo binomio, di questa “intelligenza amorosa, sempre affettuosamente intesa al perpetuo mutare delle forme e ai nova corpora del detto e del dicibile”.
In questi dieci anni sono giunti a Sulmona centinaia di studenti concorrenti, ormai anche da ben oltre i confini regionali e nazionali e il livello di selezione probabilmente si è elevato (non sta a noi dirlo): eppure ci sarà sempre bisogno di chi sappia dire ai contemporanei quello che Ovidio diceva, sebbene possa sembrare una “sfida impossibile” che passa attraverso “sentieri interrotti, peripezie, andate e ritorni e persino vagabondaggi, lungo la difficile e imprescindibile strada dell’interpretazione”, per usare ancora le parole del prof. Silvestri.
Nell’anno scolastico 2007-2008 la XI edizione del Certamen ha registrato la presenza dei seguenti Licei dell’Austria: Akademisches Gymnasium e del BG/Borg Graz Liebenau di Graz, Stiftgymnasium di Kremsmunster, Akademisches gymnasium ed Europa Gymnas Bundesgymnasium di Salzburg, Albertus Magnus Gymnasium e Sie Karl Popper Schule di Vienna, del Licée Henry IV di Parigi (Francia); del Kurfurst Maximilian Gymnasium di Burghausen e dell’Ernst Abbe Gymnasium di Oberkochen (Germania); della Secondaria Rodrigues de Freitas di Porto (Portogallo); dei seguenti Licei della Romania: Cuvioasa Parascheva, Dumitru Staniloaie di Brasov, Teoretico Gh. Sincai di Cluj-Napoca, C.N. Fratii Buzesti di Craiova, C.N. Andrei Muresani di Dej, C.N. Hogas di Piatra Neamt; del V. Petrovic di Sombor e del Karlovacka Gimnazija di Sremski Karlovci (Serbia); del College De Saussure di Ginevra (Svizzera); del Ciszterci Rend Nagy Lajos di Pecs (Ungheria).
Quest’anno il “Certamen” si svolgerà dal 15 al 17 aprile; gli inviti sono stati recapitati a trecento scuole; il regolamento è consultabile sul sito liceoclassicosulmona.it. La prova si svilupperà in cinque ore e sarà riservata agli allievi del penultimo e dell’ultimo anno dei Licei classici. Come da tradizione, si terrà una giornata di conversazioni ovidiane, della quale è parte integrante uno spettacolo con la recitazione di testi di Ovidio.
Nella foto del titolo: Narciso contempla la sua immagine nell’acqua, Francois Lemoyne, olio su tela, 1728, Parigi, Musée du Louvre







