“L’AQUILA PRIMA DI TUTTO”, ANCHE DELLA DECENZA
30 MARZO 2018 – Il vice-presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli (quello del proclama “L’Aquila prima di tutto” quando era deputato e non volle votare un provvedimento del suo partito perché non del tutto favorevole agli aquilani), promette di protestare a Roma per il recupero delle tasse non pagate dagli aquilani dopo il terremoto.
Invece di uscire dal suo partito quando Renzi non escluse il recupero, protesta ora; uomo di lotta (attuale) e di governo (che creava le condizioni per la lotta).
Speriamo che qualcuno a Roma ci sia a tirargli le uova marce in faccia e a ricordargli che molti aquilani hanno una strana concezione della ricostruzione: hanno venduto al Comune i ruderi terremotati e con il ricavato hanno comprato una casa a Roma, secondo la “ricostruzione per equivalente” che fu frutto della atavica impostazione culturale “L’Aquila prima di tutto”. Qualcun altro, oltre a Lolli, protesterà; e addirittura qualcuno ha deciso di mettere il lutto al braccio. Speriamo che quel lutto si riferisca alla costernazione per l’addio ai soldi, come sarebbe stato per Arpagone di Moliere, e non abbia niente a che fare con i 309 morti del terremoto. Rischierebbe di essere anche questo un “risarcimento per equivalente”, mentre i sulmonesi debbono mettere le mani al portafoglio per riparare le case disastrate dallo stesso terremoto.






