
Il tragitto della corsa
PARALIZZATO IL TRAFFICO SULLE CIRCONVALLAZIONI E RESPINGIMENTI DEI TURISTI: COSI’ RISCHIA DI APPASSIRE LA MADONNA CHE SCAPPA
31 MARZO 2018 – La corsa della Madonna nella domenica di Pasqua rischia di incontrare lo stesso flop della visita del papa nel 2010: a forza di annunciare la selezione dei visitatori, si finisce per scoraggiare quelli che da fuori delle mura medievali vogliono recarsi in Piazza Garibaldi e la conseguenza più visibile sarà una piazza mezza vuota, nonostante il rito della “Madonna che scappa” abbia registrato negli ultimi anni una crescente partecipazione, in particolare di turisti: perché è l’unica celebrazione di così grande impatto in Abruzzo, una delle poche in Italia; perché vi partecipano tutte le categorie sociali ed è davvero lo specchio della città.
Ma se domani mattina si ripeterà lo sconcio di ieri, con le circonvallazioni praticamente bloccate, il parcheggio di Santa Chiara completo senza che nessuno ne desse informazioni, i parcheggi della zona Cappuccini neanche serviti da bus-navetta; se tutto questo si ripeterà poche ore prima della “scappata”, questa amministrazione comunale avrà segnato anche il declino di una delle manifestazioni che ha resistito agli attacchi lanciati contro Sulmona negli ultimi cinque anni. Le immagini della piazza come si è presentata a Benedetto XVI sono ancora troppo brucianti per non pensare che chi amministra ora porterà allo squallore di una manifestazione blindata, con l’augurio che “tutto si potrà fare meglio nelle prossime edizioni” (come è stato sottolineato, a confermare che quelle di questi giorni sono misure raffazzonate e si sarebbe potuto far meglio da adesso, senza sprecare le risorse del turismo).

I blocchi in cemento per isolare il centro storico
Che senso ha mettere il limite di diecimila ingressi in Piazza Garibaldi se non si riesce neanche a capire da dove e come verrà la minaccia di un attentato? Ma poi come si pretende di collocare insormontabili barriere di cemento senza pensare che i mezzi di soccorso debbono pur entrare; oppure che i residenti, che nulla sapevano fino al giorno prima, debbono uscire con le auto, per non rimanere fino a Pasquetta segregati?
Invece dei blocchi che impediscono di entrare pure alle più piccole utilitarie, non si potevano collocare barriere rimovibili, per esempio le ruspe che tanto ostentò l’attuale assessore Angelone quando dava l’assalto all’amministrazione della quale non faceva parte? Una bella ruspa di traverso, che alza e abbassa le benne a seconda delle esigenze, magari con le fatidiche tre domande ripetitive: “Chi siete?”, “Cosa portate?” “Sì, ma quanti siete?” e la prescrizione: “Un fiorino”. Più o meno a questo siamo arrivati con le delegazioni di Andrea Gerosolimo: alla prospettiva che…”Non ci resta che piangere”. https://www.youtube.com/watch?v=Qh1kT48uA10

La scena della dogana in “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi






