UNO PSEUDONIMO PUO’ INSEGNARE GIORNALISMO?

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MOLTI INTERROGATIVI NELLA CONFERENZA SU CINQUANTA ANNI DI STAMPA, MA SU TUTTI PREVALE UNA DOMANDA DI FONDO

18 APRILE 2018 – Per il cortese invito della “Università della Libera età”, ho tenuto oggi pomeriggio una conferenza sui cinquanta anni di giornalismo a Sulmona, dalla carta stampata all’etere, al web. Tra persone e personaggi di questo mondo non mi è venuto in mente di citare Franco Iezzi, che così si è fatto avanti dal numeroso pubblico dell’aula magna dell’Istituto “Ovidio” con una evidente garza che gli copriva mezza fronte, probabile medicazione successiva all’intervento di rimozione del bernoccolo degli affari.

In sostanza, si è chiesto se l’oratore che aveva dimostrato tanta padronanza di esposizione e matura valutazione dell’argomento e dell’impostazione professionale del giornalista fosse la stessa persona che da anni gli va attribuendo cose false sul “Vaschione” e lo tratta con “efficace” satira non disgiunta, peraltro, da acredine. Portava con sé un fascio di fogli che costituiscono la collezione degli articoli su di lui pubblicati da questo giornale. Al rumoreggiare della platea, infastidita dalle connotazioni personalistiche del mago della finanza sulmonese bancagricolaia, la start-up di decine di industrie che hanno proliferato in Valle Peligna, l’inventore del Parco del Vella (nel senso che se l’è inventato perché non c’è), il Presidente del Parco Nazionale della Majella che continua la festa paesana al centro di Sulmona quando un orso viene ucciso a dieci chilometri, il facondo oratore che pensa anche per noi quando dice “pensevamo” e dopo vari inviti di singoli spettatori a non continuare a farsi male, ha rivolto la fatidica domanda se è quello del “Vaschione” il giornalismo. Il moderatore, Fabio Maiorano, gli ha suggerito di farsi un giornale e di scrivere quello che vuole se lo ritiene, ma al tempo stesso di evitare la pretesa di dire come si debbono scrivere i giornali degli altri. Per parte mia ho solo detto che un confronto (che sia sulla carta stampata, o via etere o su internet) con chi è stato scoperto dalla polizia postale mentre si nascondeva dietro lo pseudonimo “dicolamia” per imperversare sul web senza dire che è Franco Iezzi (come ha dimostrato un processo penale) non è possibile da parte di chi firma ogni giorno il proprio giornale. Questa è la differenza tra chi si assume la responsabilità di quello che scrive e chi non.

V.C.

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