Caruso andrà in Procura e punterà i piedi

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Il Liceo in Piazza XX Settembre

VUOLE CHIAREZZA SULLA CHIUSURA DELL’ISTITUTO TECNICO DI QUATTRO ANNI MA POTREBBE ESSERE INTERROGATO SUI NOVE ANNI DI CHIUSURA DEL LICEO OVIDIO

16 GIUGNO 2018 – Sarà lunedì, alla riapertura degli uffici di questo scorcio di primavera piovosa, che il presidente della provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, salirà le scale della Procura della Repubblica di Sulmona per chiedere giustizia sulla protratta chiusura dell’istituto tecnico Di Nino-Morandi. La scuola sta proprio davanti al Tribunale e, insomma, non ci vuole molto a riaprirla, se i PM possono controllarla tra una requisitoria e l’altra.

Sarà il lunedì che chiude una stagione incerta, ma apre quella dei pubblici amministratori che battono i pugni sul tavolo e che, come diceva un pomposo presidente della Repubblica, “non ci stanno”. Caruso non le manderà a dire, dunque: le dirà. Ed ha anche annunciato cause per risarcimento dei danni. Lo scrive “Il Centro”, non lo scriviamo noi per sottolineare qualche aspetto ameno dell’impennata del presidente della provincia: c’è anche una platea di esercenti pubblici, tutt’intorno all’istituto tecnico, che vive di cappuccini e di brioches.

Se vestissimo i panni del pubblico ministero che accoglierà Angelo Caruso per fornire quei lumi pretesi in anticipo sulla stampa, coglieremmo al balzo l’occasione per chiedere al presidente della Provincia come mai un altro istituto di proprietà dell’ente in via di estinzione sta chiuso, a Sulmona, e non da quattro anni, ma da nove anni; e non è l’istituto tecnico che porta alle vette il consumo dei cappuccini in una zona esterna al centro storico, ma è l’”istituto” che caratterizza la città nel mondo, perché porta il nome del Vate e sta vicino alla statua del grande figlio di Sulmona. Senza fare requisitorie, chiederemmo: “ma Lei che parla di ritardi e di impedimenti alla riapertura del Di Nino-Morandi, che ci dice delle pratiche che l’ente da Lei rappresentato non ha avviato o, comunque, non ha portato a termine per nove anni?”; e poi metteremmo a verbale: “ci può dire chi è il responsabile tecnico di queste pratiche, chè lo vorremmo interrogare? Così, tanto per sapere se la mattina sta su Facebook oppure lavora… Ma beninteso, non vogliamo essere colpevolisti, potrebbe anche dipendere non dal tecnico, ma dal politico che non fa il suo mestiere… Insomma, qualcuno ci deve rispondere, se a L’Aquila, che è L’Aquila con i suoi 6,0 gradi Richter di scossa, le scuole sono state riaperte e qui non incominciano neppure i lavori… Presidente Caruso, che fa, non risponde? Perché imbocca la porta senza favella? A chi chiederà il risarcimento per la chiusura della scuola denominata “Ovidio” nell’anno del Bimillenario della morte di Ovidio? Presidente Caruso… Dov’è il Presidente? Cercatelo…Tornerà? Con il suo avvocato?

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