Il D’Alfonso crepuscolare

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SFRATTATO DALLA REGIONE MENTRE STAVA PER PROCLAMARE IL SUO BILANCIO DA PIEDIGROTTA

9 AGOSTO 2018 – Si è concluso nel silenzio della mancanza di numero legale il quadriennio abbondante di governatorato di Luciano D’Alfonso alla Regione. Ieri, dopo i rinvii (dalla mattina alla sera inoltrata) dell’inizio di seduta del Consiglio, quando già il presidente della giunta era pronto a illustrare con coloriture da fuochi di artificio il suo bilancio in termini piedigrotteschi (con prevalenza del grottesco sul pedestre) e con aggettivazioni come al solito coniate all’occorrenza, la richiesta del Movimento 5 stelle di verificare il numero legale ha spento i riflettori su una legislatura fumosa e con nessun grande programma regionale all’attivo.

Ora gli Abruzzesi sono attesi alle urne: quasi sicuramente tra ottobre e novembre, con una prevedibile esplosione di piccole liste (lo sbarramento che la maggioranza avrebbe voluto fissare nella riforma della legge elettorale regionale non è passato). Negli ambienti politici più informati si dà per molto probabile una alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, cioè una “cosa” abbastanza innaturale e scompaginata, per di più in una Regione che non ha niente a che fare con le smanie di sovranismo e di respingimenti; e tanto meno con l’impostazione della superiorità dei nordici sui… sudici. Sono argomenti che potrebbero togliere molti voti ai 5 Stelle.

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