
La sen. Gabriella Di Girolamo
DI GIROLAMO RISPONDE PER LE RIME ALLE ACCUSE DI INSABBIAMENTO DI PEZZOPANE
7 SETTEMBRE 2018 – Gabriella Di Girolamo, senatrice dei 5 Stelle, non ha contrastato la proroga del finanziamento per la “Legge del Bimillenario” e risponde con toni accesi alle insinuazioni che sul punto erano state avanzate dalla deputata Stefania Pezzopane: “Abbiamo dimostrato massima disponibilità a fronte di un atteggiamento di sterile polemica condotta con tutte le risibili armi di cui la Pezzopane dispone: ella dichiara che la risoluzione adottata nell’incontro di ieri a Roma presso l’ufficio del sottosegretario Gianluca Vacca si sia data in contrasto con le mie posizioni, cosa che escludo nella maniera più assoluta poiché tale incontro è stato possibile proprio grazie alla fitta collaborazione tra la sottoscritta ed il sottosegretario che ringrazio nuovamente per aver ascoltato, come prerogativa del nostro Movimento, le legittime istanze del territorio e di una città.
Un territorio che si augura fortemente che la deputata Pezzopane impieghi tutte le forze di cui dispone, indirizzandole alla concretezza e alla realizzazione del progetto, anziché disperderle in futili polemiche che di politico hanno ben poco”.
La neo-eletta senatrice puntualizza anche sui tempi che hanno caratterizzato l’inerzia della Pezzopane, senatrice quando fu approvata la legge e deputata quando la stessa legge fu abbandonata a se stessa: “Anziché ringraziare coloro che oggi provvedono a dar seguito ad una legge dello Stato entrata in vigore il 10 febbraio 2018, evidentemente dimenticata dalle parti proponenti (ovvero le allora senatrici Pezzopane e Pelino) nella fase di ordinaria amministrazione e cioè fino all’insediamento del nuovo governo avvenuto a giugno 2018, preferisce continuare a confondere l’elettorato con notizie mistificanti e sconclusionate. Infatti la Pezzopane ed il suo governo, in carica per gli affari correnti fino a maggio 2018, dopo aver approvato la legge, hanno successivamente “dimenticato Ovidio”, facendo cadere nel nulla tutto lo spirito di operatività bipartisan dimostrato e riemerso improvvisamente in questi giorni“.
Gabriella Di Girolamo dà una ripassatina pure in base ai regolamenti per la formazione delle legge e in particolare per le proroghe delle leggi: “Fa sapere, la solerte Pezzopane, di un emendamento di proroga dei termini per la rendicontazione delle spese per il bimillenario, depositato a sua firma nel cosiddetto Decreto Milleproroghe. Prescindendo dal fatto che, come dovrebbe ben sapere, il milleproroghe é un decreto urgente che si concentra sulla proroga di termini già scaduti o molto prossimi alla scadenza, e non è il caso della legge sul Bimillenario, mi domando: che senso ha una proroga dei termini se il comitato, previsto dalla legge in oggetto, non si è ancora costituito?”
La parlamentare pentastellata propone anche un riflessione di fondo: “Siamo alle solite. Leggi tardive a cui ora noi, come governo, dobbiamo correre dietro a causa dell’inerzia politica promossa proprio da chi, con quella legge, si è innalzato a salvatore della patria. Peccato che tra il dire e il fare, come sempre, c’è di mezzo il mare. E troppo spesso è un mare di parole e proclami a cui segue pressoché il nulla”.
Quello che non abbiamo capito nella scomposta reazione della deputata Stefania Pezzopane alla iniziativa dell’incontro tra il presidente della DMC e il sottosegretario alla Cultura è prima di tutto la critica sui tempi. E’ la prima volta, da quando è stata ripristinata la democrazia in Italia, che abbiamo assistito ad un contatto telefonico diretto: da una conferenza stampa ad un sottosegretario per fissare a due giorni un incontro al fine di risolvere una difficoltà. Ai tempi di Gaspari e Natali, ma anche di Pezzopane, Lolli e compagnia dormendo, per avere un incontro al ministero o al parlamento si telegrafava al sottosegretario, si divulgava il telegramma sul Tempo e sul Messaggero, la Rai lo riprendeva il giorno dopo, come sempre, dai giornali; il sottosegretario rispondeva con un telegramma assicurando di voler inserire quanto prima in agenda l’incontro; entro i due mesi successivi si organizzava una infornata di rappresentanti locali sulle più varie tematiche dei finanziamenti: dalla pastorizia alla illuminazione stradale, dal premio Sulmona alle sagre della porchetta; nel giro di un’ora il sottosegretario riceveva tutte le delegazioni limitandosi a stringere la mano ai portatori di più ampie aliquote di voti; usciva un comunicato che veniva ripreso dal Tempo e dal Messaggero e il giorno dopo dalla Rai, come sempre.
Oggi le cose sono andate un po’ diversamente. E come risponde la deputata Stefania Pezzopane? Con il retropensiero, che in mancanza di prove è anche un pettegolezzo, secondo il quale la senatrice Di Girolamo, che poteva seguire la prassi suddetta (e praticata anche dai parlamentari Brini e Giovannucci quando si trattava di combattere per costruire quell’offesa all’economia e al buon senso che è stata l’autostrada da Torano ad Alba Adriatica pur di mettere un casello a L’Aquila), avrebbe sì, facilitato l’incontro, ma avrebbe cercato di impedire la proroga. Deve aver avuto una esplosione di bile, la deputata, quando ha notato (presentandosi al banco dell’inquisizione organizzato da DMC, ovviamente dalla parte degli inquisitori) che i 5 Stelle accoglievano di buon grado l’ipotesi di un incontro, invocato come unico rimedio al sonno di Aligi precedente e successivo alla approvazione della legge.
Per fortuna che la politica è anche polemica: esattamente l’opposto dei balletti ai quali stavano abituandosi Pezzopane e Pelino, ultime ramificazioni dell’inciucio del Nazzareno tra Berlusconi e Renzi. E per fortuna che la sen. Di Girolamo non disdegna la polemica, che è l’unico mezzo civile per distinguere posizioni e responsabilità: la posizione di quanti, come Stefania Pezzopane e Paola Pelino, lasciano passare quattro anni dal loro insediamento nella legislatura iniziata nel 2013 prima di proporre una legge su un evento che si sapeva dal 17 dopo Cristo che sarebbe caduto nel 2017; e nell’ultimo anno, forse già sapendo che tutto si sarebbe evoluto ben oltre il Bimillenario, propongono due leggi diverse.
Con lo stesso principio della insinuazione politica becera, che ha spinto la deputata Pezzopane, potremmo insinuare che la presentazione di una legge quattro anni dopo il termine iniziale nel quale poteva essere presentata è stata orchestrata proprio per non applicarla. E potremmo insinuare che un ritardo del genere mai si sarebbe verificato per una legge sulla ricostruzione aquilana (“L’Aquila prima di tutto” disse Giovanni Lolli, collega di partito della Pezzopane quando era deputato e non volle votare una legge che toglieva qualche spicciolo a “L’Aquila mea” e oggi è presidente facente funzioni della Regione, cioè di una istituzione che non è solo dell’Aquila), o anche per la Perdonanza o per un anniversario di Sallustio.
Ma questo nessuno lo ha fatto presente alla deputata Pezzopane, perché notoriamente i sulmonesi, per essere più signori, sono anche più rinunciatari. Ora il tempo delle rinunce, a giudicare dalla risposta della sen. Di Girolamo, è finito,; e forse passerà pure la voglia di fare pettegolezzi rimpiangendo il tempo dell’inciucio tra senatrici.






