UCCELLACCI DEL MALAUGURIO E TERREMOTI
3 GENNAIO 2019 – Questo D. R. de “Il Centro” se le va cercando.
In una intervista all’ing. Pierboni sulla sicurezza dei viadotti autostradali, meno di tre mesi fa, ha detto papale papale (e quindi non ha neanche chiesto) che il prossimo terremoto sarebbe stato a Sulmona; come a dire: “Insomma, cosa state facendo per rafforzare i viadotti della Valle Peligna?”, che fa un po’ da pendant alla campagna del “Centro”, in sostegno di D’Alfonso e, quindi, di Legnini, per la deviazione del tracciato della A25 dalla Valle Peligna alla Valle degli Inferi (cioè in una catena di sette gallerie delle quali una più lunga del Gran Sasso).
E invece, zac, il terremoto va a fargli il solletico proprio nella sua Marsica. Probabilmente gli leveranno la cittadinanza, visto che i marsicani sono persone pacifiche, che non prevedono disastri per gli altri, al contrario di un avvocato aquilano che, all’indomani del terremoto del 2009, ci disse: ”Ma come, dopo la scossa della domenica in Valle Peligna, pensavamo che la botta arrivasse a Sulmona, e invece…”.
E invece, come diceva la scienza, i terremoti non sono prevedibili e non porta bene dire che il prossimo terremoto tocca a questo o a quello…
Dopo L’Aquila, un tecnico con tanti strumenti e tanta scienza (e non era Giuliani) disse che il successivo sarebbe stato a Sulmona; e invece altri trecento morti ad Amatrice.
Lo sappiamo, stiamo su una faglia pericolosa e cerchiamo per questo di rinforzare le case; ma gli uccelli del malaugurio pensassero alle case loro.






