ADESSO LA SINDACA SI DA’ ALLE ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA

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CATASTROFICO RISULTATO DELLA POLITICA DI GEROSOLIMO SULL’IMPIANTO SNAM E LA SOLUZIONE SAREBBE IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

12 GIUGNO 2019 – “Un incontro pubblico con sindaci e istituzioni, Regione e Provincia, firmatari nella sede aquilana della Regione a dicembre scorso di un documento congiunto, insieme ai comitati e associazioni ambientaliste, si svolgerà entro fine mese a Sulmona: la partita non è chiusa e la battaglia contro il progetto Snam va avanti e va condotta insieme, su tutti i fronti, a tutti i livelli istituzionali e con tutti gli strumenti a disposizione. Siamo in attesa di conoscere la sentenza del ricorso presentato dal Comune contro il procedimento del Consiglio dei Ministri che autorizza la realizzazione in città della centrale di compressione Snam.  Un’azione sul piano legale che ha visto tutti uniti in più ricorsi ad adiuvandum, dimostrando di fatto ancora una volta la contrarietà corale di un intero territorio che ha agito con precisi atti contro l’attuazione del progetto Snam a Sulmona.  Una sentenza lunga che andrà approfondita in quanto persistono elementi che consentono di proseguire la battaglia sul piano legale. Chiedo, pertanto, alla Regione di continuare presentando il ricorso in Consiglio di Stato ”. E’ quanto dichiara il sindaco Annamaria Casini,  all’indomani della sentenza del Tar che ha respinto il ricorso presentato dalla Regione.  “Non sarà di certo questa notizia  a fermarci. Auspichiamo che il Governo ascolti la volontà di un intero territorio, di enti e cittadini che da oltre dieci anni esprimono contrarietà alla centrale e al metanodotto, ritenendoli opere inutili e dannose. E’ necessario” ribadisce il sindaco  “mettere in campo tutti gli strumenti tecnici e politici per scongiurare la realizzazione di questo progetto”.

La Sindaca si agita inutilmente su una questione che andava risolta nel dicembre 2017, quando la giunta regionale era composta anche da tale Andrea Gerosolimo, cioè da chi l’ha messa al posto di sindaco con il voto di tanti sulmonesi che ora dovrebbero percuotersi il petto per l’enormità che hanno compiuto.

Ed infatti il suddetto Gerosolimo nel periodo di assessorato ha sprecato il tempo a fare la guerra a D’Alfonso per questioni del tutto legate alla sua politica di espansione personale, peraltro fallita se non fosse stato salvato dalla moglie alle ultime regionali. E per sprecare il tempo in questo modo non è andato neppure all’incontro con il Governo proprio sulla questione del metanodotto il 22 dicembre 2017, lasciando che ci andasse, anzi incoraggiando la scelta in tal senso, Giovanni Lolli, autentico asino tra i suoni che del metanodotto (che non passa sotto il Duomo dell’Aquila), non sapeva e non voleva sapere un fico secco. Il Governo decise di rifilare a Sulmona il metanodotto anche per l’espressione trasognante del nominato Giovanni Lolli; dopo di che la Regione decise di proporre un ricorso al TAR, ma non verificò neppure che venisse chiesta la sospensiva, cosicchè il Governo passò all’atto successivo come se nulla fosse e come in effetti nulla doveva essere, perché è ancora da scoprire l’amministrazione pubblica che non procede in mancanza di un provvedimento cautelare in corso di causa, con tutte le penali che dovrebbe pagare se non continuasse nell’iter previsto dalla legge e dalla convenzioni.

Abbiamo un territorio che nel quinquennio scarso di presidenza D’Alfonso e nel triennio scarso si assessorato di Gerosolimo è stato devastato da una serie concentrica di atti e delibere che se fossero stati adottati da nemici giurati avrebbero fatto minor danno: trasferimento di fanghi velenosi dal porto canale di Pescara all’impianto del COGESA; trasferimento dei rifiuti indifferenziati di tutta Roma ancora al Cogesa; presidenza del Cogesa a Vincenzo Margiotta; presidenza della Saca a Luigi Di Loreto;  presidenza della Provincia a Angelo Caruso; bretella ferroviaria che elimina la stazione di Sulmona dal collegamento tra L’Aquila e Pescara; evacuazione di interi stabili pur in mancanza di ulteriori danni nel terremoto del 2017, proprio mentre gli edifici danneggiati dal sisma all’Aquila venivano riaperti.

In tutto questo panorama la sindaca accusa i grillini di non aver fatto abbastanza per evitare l’attraversamento della Valle Peligna con il metanodotto e la costruzione della centrale di spinta. E porta in canzone il popolo che l’ha eletta quando sprona la Regione a coltivare il ricorso al Consiglio di Stato. Dica come sono andate le cose nel dicembre 2017 e spieghi perché l’assessore Gerosolimo, lui che era assessore alle aree interne, non era presente alla riunione alla quale il Governo aveva invitato la rappresentanza dell’Abruzzo e vi era invece presente l’asino tra i suoni che scoprì solo da “Il Centro” le conseguenze del suo silenzio. Le aree interne hanno avuto questi tutori e la sindaca, che dovrebbe chiedere scusa ai sulmonesi (tranne agli allocchi che l’hanno votata) rimane al suo posto per il tradimento di Bruno Di Masci, per il quale abbiamo votato, altri allocchi, perché costituisse una alternativa a questa epigona di Attila per il territorio. Poi dice che uno si butta sui 5Stelle…

 

 

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