IDENTIFICATI STAMANE GLI ATTIVISTI CHE HANNO MANIFESTATO A CASE PENTE
17 APRILE 2025 – Gli attivisti “No Snam” sono consapevoli delle responsabilità che assumono nella battaglia per impedire la costruzione della centrale di spinta a Case Pente e sono pronti a subire un processo penale, consapevoli “proprio perché crediamo nello Stato di diritto” che “nessuno può considerarsi al di sopra della legge”. La protesta attuata stamane davanti all’ingresso del cantiere ha avuto “lo scopo di mettere in evidenza le illegalità compiute dalla multinazionale del gas”. In particolare, “la Snam ha aperto il cantiere senza effettuare le prescrizioni ante operam stabilite dal decreto di Valutazione di Impatto Ambientale; inoltre, i lavori sono continuati nonostante che l’autorizzazione a costruire sia scaduta. La Snam ha distrutto con le sue ruspe un bene storico e culturale di eccezionale valore, ovvero le tracce di un villaggio di 40 capanne risalenti all’età del bronzo, 4200 anni fa. La Snam ha abbattuto illegalmente 317 alberi di ulivo che, invece, dovevano essere espiantati e ricollocati altrove”.
Così, “non abbiamo altra strada che quella della disobbedienza civile nonviolenta che, in realtà, dovrebbe essere qualificata come obbedienza civile perché finalizzata al rispetto della legalità”.







