PER IL DALMATA LA CLASSE NON E’ ACQUA

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PASSEGGIATA FESTOSA DAVANTI ALL’ANNUNZIATA RIDOTTA AI MINIMI TERMINI

5 LUGLIO 2025 – Lo stile non è acqua neanche tra i quadrupedi e questo dalmata ha un incedere in linea con l’armonia del monumento al quale passa accanto in una giornata di primavera, con la coda a manico di tazza da the che denota attenzione quando punta. L’indole gioiosa della sua razza non lo lascia rammaricato per i fili che attraversano la trifora “tra le più belle del Quattrocento“; i resti maleodoranti e le macchie scure delle libagioni della sera precedente sugli scalini, peraltro spezzati in più punti e mai… rammendati, lo disturbano fino ad un certo punto. Finanche le transenne, messe lì dieci anni fa invece di aggiustare gli ultimi conci in alto del palazzo che fu casa di accoglienza degli indigenti, non lo rattristano.

Guarda tutto con ottimismo il cane che con la Dalmazia non ha nulla a che fare e che viene dall’India, portandosi dietro l’equivoco di essere notato per la prima volta nelle carovane provenienti dall’Oriente e stazionanti in Dalmazia (per la rinomata simbiosi con i cavalli) prima di accedere nell’Occidente distratto e superficiale e in molti casi solo orecchiante.

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