CasaPound chiede di togliere il segreto sui segretari

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CINQUE MISTERIOSE DIMISSIONI IN POCO TEMPO: INTERVENGA IL PREFETTO

28 NOVEMBRE 2014 – Una lettera al Prefetto per chiedere che venga fatta chiarezza sulle ragioni di ben cinque rinunce consecutive nell’arco di meno di due anni alla carica di segretario comunale

è l’iniziativa presa da Alberto Di Giandomenico, responsabile CasaPound per la città di Sulmona, a fronte del protrarsi nel tempo del fenomeno. “L’incredibile serie di dimissioni volontarie da quella che è una delle cariche più importanti dell’amministrazione comunale, oltre a suscitare un comprensibile sconcerto da parte di chi si trova ad assistervi, sta producendo una paralisi nelle attività amministrative che la città non può permettersi in questo grave momento di crisi”. Così Di Giandomenico in una nota.

“Abbiamo quindi deciso di informare il Prefetto di quanto sta accadendo – prosegue la nota – per sollecitare un’opera di controllo alla fine di far emergere, in nome del principio della trasparenza dell’amministrazione, eventuali condizioni che impediscano ai titolari dell’incarico di svolgere serenamente il proprio compito, e per ottenere che l’attività amministrativa del Comune possa finalmente svolgersi senza interruzioni”. 

CasaPound si conferma come l’unica forza giovanile che sappia condurre una opposizione all’attuale sfascio al Comune di Sulmona. E’ presente su tutti i temi, soprattutto su quelli sociali, perché da quando si è costituita sta dalla parte delle frange più deboli. Se non fosse per la sciagurata scelta a livello nazionale di sostenere l’impresentabile Lega Nord, potrebbe mietere voti di persone che a Sulmona non possono riconoscersi nella riproposizione delle logiche tra Franco La Civita e Bruno Di Masci ai quali ancora si rifanno i giovani-vecchi della città, quelli che hanno come massima aspirazione l’interpretazione autentica e, quindi, l’esecuzione degli ordini degli artefici del passato.

Chissà cosa e perché abbia determinato CasaPound a mettersi a fianco di Matteo Salvini che sbrodola tutto il rancore del Nord contro il Sud e le tradizioni culturali più autenticamente mediterranee; e che non è differente dai molti personaggi della stessa Lega attenti ai propri interessi, come Umberto Bossi e i suoi figli, più o meno trote. Sostenere ancora la secessione per assecondare esigenze elettoralistiche non faceva parte dei patrioti del terzo millennio, di chi difende la cultura come valore preminente rispetto all’egoismo e alle esigenze di imprenditori (che hanno incentivato l’immigrazione selvaggia per pagare poco proprio i… più deboli).

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