Clamorosa riunione in Comune: chi era il coordinatore della cooperativa?

326

L’AVV. BIANCHI DI FORZA ITALIA HA SAPUTO PARTICOLARI SCOTTANTI E LI RENDE NOTI

13 OTTOBRE 2017 – “Stride con i principi di trasparenza e lealtà cui una buona amministrazione deve improntare la propria azione, il protratto silenzio dietro il quale il Sindaco Annamaria Casini, la Giunta e la maggioranza si sono trincerati alla notizia diffusa a più riprese dalla stampa secondo la quale una persona in corso di espiazione pena nella misura alternativa alla detenzione e per questo affidato ai servizi sociali, condannato per gravi delitti puniti con l’ergastolo e risultato esponente noto di una nota famiglia di ‘ndrangheta abbia partecipato nella stanza del Sindaco a Palazzo San Francesco a più di una riunione, quale coordinatore del servizio di custodia e sorveglianza per conto della cooperativa vincente appalto del servizio di sorveglianza e guardiania del Comune di Sulmona, insieme ai rappresentanti sindacali, all’assessore regionale Gerosolimo, allo stesso Sindaco, ai rappresentanti dei lavoratori, ai legali rappresentanti della cooperativa perdente appalto e di quella subentrante nello strategico servizio di supporto agli edifici comunali”. E’ una sconvolgente rivelazione sotto il profilo politico, quella che l’avv. Elisabetta Bianchi, consigliere comunale di “Forza Italia”, ha dovuto affidare ad un comunicato stampa dopo essere venuta a sapere chi sedeva al tavolo, poi tanto strombazzato come punto di arrivo di una delicata vertenza, proprio a Palazzo San Francesco.

Bianchi continua senza mezzi termini e lancia un bolide che difficilmente potrà essere parato  dalla maggioranza al Comune e dall’assessore regionale, per le gravissime implicazioni politiche: “Desta sicuramente scalpore poi, il fatto che il presidente della cooperativa subentrante al servizio di custodia e sorveglianza sia un familiare di una candidata della coalizione vincente che ha portato a Palazzo San Francesco Annamaria Casini. Al di là del percorso rieducativo e di reinserimento sociale della persona in espiazione pena che, non v’è dubbio, sia riconosciuto diritto costituzionalmente garantito, ciò che lascia perplessi è la appropriatezza della funzione affidata ad un soggetto non completamente restituito alla società civile e che ha dimostrato tutta la vulnerabilità dell’amministrazione comunale. Siamo convinti che, alla luce di questo ulteriore imbarazzante scivolone, che aggiunge un altro tassello sulle attitudini di governo del primo cittadino, la maggioranza gerosolimiana debba avviare al più presto, con grande senso di responsabilità e per il bene della Città, una discussione approfondita che sappia cogliere il senso mancato della loro buona amministrazione e porvi rimedio con la necessaria severità”.