“Giustizia per il Morrone” acquisisce le informazioni sullo strano incendio di agosto

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CHI C’ERA DIETRO GLI INNESCHI DI AGOSTO ?

13 OTTOBRE 2017 – Suona un nuovo campanello di allarme per il torpore che ha invaso la città

e per l’assurda sequenza di allarmanti notizie che dall’incendio del Morrone ad oggi ha riguardato la vita del centro-Abruzzo. A dare uno scossone è il comitato “Giustizia per il Morrone”, costituito un mese fa con l’adesione imprevista di più di mille cittadini, in una gara trasversale di partecipazione sui temi civici improvvisamente sotterrati dalla indolenza tipica delle zone in perdurante crisi e senza speranze di riscatto. “La città deve destarsi dal suo ruolo di piccolo angolo di paradiso e indossare un paio di occhiali correggendo una miopia che sta investendo un territorio” afferma il “Comitato” in un comunicato.

Quella della Valle Peligna può rivelarsi “una prateria per chi ha interessi”, se la quasi certa ipotesi di un progetto criminoso potrebbe spiegare la virulenza, l’estensione e la reiterazione degli inneschi. L’avvocato sulmonese incalza “a pensare di essere immuni da certi fenomeni si sbaglia, una realtà offuscata, annebbiata quella cittadina”. Il comitato  ha chiesto l’accesso agli atti, raccogliere tutte le informazioni utili dai Comuni di: Raiano, Anversa, Parco della Maiella, Pratola Peligna, Goriano, Sulmona, Cocullo, Pacentro, Prezza. Anche alla Prefettura dell’Aquila, alla Regione Abruzzo il Comitato ha chiesto informazioni, nel ruolo di collaborare con la magistratura “e non di sostituirci ad essa”.