GLI ANIMALI DEL PARCO CHIEDONO LA PROROGA DI FRANCO IEZZI

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MENTRE IMPAZZAVANO I FESTEGGIAMENTI PER LA DECADENZA DEL PRESIDENTE HANNO SAPUTO CHE AL SUO POSTO ANDREBBE FABIO SPINOSA PINGUE

13 OTTOBRE 2017 – Ultime ore di presidenza di Franco Iezzi al Parco Nazionale della Majella ed entusiasmo incontenibile di tutti gli animali, che già avevano esultato quando D’Alfonso aveva ricordato che “Iezzi è scaduto; il tempo dirà anche se è scadente”. Poco prima della mezzanotte, sono stati improvvisati canti e balli, al riparo dai bracconieri e, quindi, non in un posto unico, ma in varie “locations”, come si dice adesso e come gli animali, peraltro eruditi in tutte le lingue dei Paesi che girano, evitano di definire, preferendo il tradizionale e più serio “luoghi”.

La lince, che è stata la prima a nutrire riserve (anzi proprio… parchi nazionali) su Franco Iezzi, ha guidato i festeggiamenti sul Morrone, dove una trentina di anni fa è stata avvistata di nuovo dopo oltre un secolo di assenza; la luna calante non ha impedito ai lupi di Passo San Leonardo di ululare come ai bei tempi, nel 1974, quando a mettere loro il collare era un giovane Luigi Boitani, poi assurto a dignità accademiche mondiali per il suo modo concreto di pensare alla natura; aquile e poiane facevano la spola tra i confini del Parco Nazionale d’Abruzzo e quelli del parco nazionale della costa dei trabocchi, una velleità che, vista dall’alto, è ancora più assurda che vista dal mare; gli orsi hanno interrotto il lutto per l’uccisione di uno di loro, bello e forte, affamato e rispettoso degli uomini, che fu impallinato tre anni fa vicino a Pettorano mentre scappava da un rappresentante del genere umano che l’aveva sorpreso nell’intollerabile abitudine di fare provviste prima del letargo.

Insomma, tutti gli animali che avevano scambiato l’incendio di fine agosto come un anticipo delle luminarie che avrebbero loro stessi allestito in vista della decadenza di Franco Iezzi, hanno fatto baldoria fino a mezzanotte meno dieci minuti: i camosci, non più elitrasportati dal presidente fuori dai confini del Parco, portavano l’Eukanuba ai lupi per far loro passare le fantasie almeno fino a stamane, quando ognuno avrebbe ripreso le sue strade e le sue tane.

Il contrordine

All’improvviso, proprio a mezzanotte meno dieci, una squadriglia di aquile che, come canta Battiato “non volano a stormi”, ha eccezionalmente sorvolato (era previsto fra le misure antincendio per l’inattendibilità di quelle a base di droni) l’Abbazia celestiniana, sede del Parco, dove echeggiavano ancora i “boatos” sul successore di Iezzi e si sono portate, ciascuna dividendosi dal gruppo, nei luoghi dei festeggiamenti: “Sarà Fabio Spinosa Pingue il nuovo presidente” hanno percepito con gli ultrasuoni. Subito è cessata la baldoria. Anche gli animali hanno il senso dell’estetica e sanno che su Ovidio non si può mettere una corona d’aglio e a nessuno era sfuggita la gaffe del presidente in pectore.

Subito è stato costituito un comitato per chiedere la proroga di Iezzi che, per quanto a Sulmona abbia costituito il “Parco del Vella” che si è dimostrato un vero attentato all’ambiente al punto che le poiane, sorvolandolo, dovevano guardare altrove facendo finta di niente, almeno non è arrivato a sostituire l’alloro del poeta con l’aglio da vendere al supermercato. E’ stato un cervo a guidare la sollevazione; gli altri animali hanno percepito la sua tristezza mentre ricordava il destino di Atteone, generoso e forte giovane che si è ritrovato la testa cinta di corna, ma giammai di aglio; onde il destino di Ovidio è più tragico, perché, oltre al dramma di affrontare la relegazione per aver visto quello che non doveva vedere, ha subìto, a un soffio dal Bimillenario della morte, anche lo scherno dei suoi concittadini. Gli altri animali, per solidarietà, non sopportano che nel curriculum di un loro presidente possa annoverarsi anche la “certa” d’aglio su Ovidio, alla quale qualcuno ha pensato di ricollegare l’etimo del “Certamen”.

Poco prima di mezzanotte, quando scadeva il mandato di Iezzi, gli animali hanno cessato i festeggiamenti ed hanno ripreso lo stato di agitazione: la prima contromisura sarà l’allestimento di squadriglie di cinghiali-kamikaze su tutte le strade del centro-Abruzzo per paralizzare il traffico su tutte le strade nazionali (a paralizzarlo sulle strade provinciali ci ha già pensato la Provincia dell’Aquila che non ha fatto manutenzione per più di dieci anni); esclusa l’invasione della A25 per non dare a D’Alfonso la stura di fare una galleria unica da Pescara a Roma. Ma per adesso una proroga è già tanto, per evitare il peggio.