SE L’OSPITE E’ CONSIDERATO MENO DI UNA MOSCA

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CASINI E GEROSOLIMO INFORMANO LA STAMPA DELLA TRATTATIVA CON LA “CREA SERVICE” MA NON DEI PRECEDENTI DI UN MISTERIOSO PERSONAGGIO SEDUTO AL TAVOLO

15 OTTOBRE 2017 – Mentre ci arrivano tutti i comunicati del sindaco sulla demuscazione, non abbiamo avuto traccia del comunicato del sindaco che risponde al comunicato della consigliera di Forza Italia, avv. Elisabetta Bianchi, pubblicato per intero su questo giornale ieri l’altro. E la nostra sorpresa è cresciuta nel non ricevere un altro comunicato: quello dei consiglieri di maggioranza, con la… garbata risposta alla consigliera Bianchi. “Sarà questione meno importante delle mosche” ci siamo detti “e di sicuro se fosse stata più importante, avremmo ricevuto i comunicati” abbiamo concluso, tranquillizzandoci.

Sorpresa per sorpresa, abbiamo letto su altri giornali i toni usati dal sindaco e quelli usati dai consiglieri. “Possibile che per nullità al di sotto delle mosche qualcuno è disposto a “speculare”? a “colpire, in maniera vile, offensiva e denigratoria questa amministrazione”? a “ledere l’immagine di questa città tacciandola di luogo mafioso”? a fare del Khomeinismo?” sono state le nostre domande mentre leggevamo il comunicato del sindaco e quello dei consiglieri.

Non è che le tecniche del giornalismo usate in questo caso abbiano aiutato molto a capire: per esempio, un giornale on-line non ha riportato niente del comunicato della Bianchi ed ha riportato quasi per intero il comunicato del sindaco; “Il Centro”, per essere imparziale e forse perché ha considerato quanto scritto dalla Bianchi e poi dal sindaco e dai consiglieri meno importante della demuscazione, non ha scritto una riga (neppure stamane quando scrive del solito orso nel pollaio, dei soliti danni causati dai cinghiali e finanche della volley di Pescasseroli), cosicchè, se il lettore non avesse letto della consigliera di “Forza Italia” in qualche altro giornale, non avrebbe capito neanche di cosa si stesse trattando, tanto questi giornali sono ligi nel rispetto del nuovo padrone che non pubblica neanche una virgola di quello che lontanamente potrebbe disturbare lui e i suoi amici politici.

Ma un piccolo particolare, uno di quelli che, diabolicamente, si nascondono nelle pieghe del discorso, non ci è sfuggito, sebbene distratti dalle notizie su come a Sulmona si eliminano le mosche. Il giornalista del “Germe” che per primo ha riportato la notizia della prima volta di un condannato per omicidio che si siede al tavolo delle trattative con un sindaco (Anna Maria Casini) e un assessore regionale (Andrea Gerosolimo), riferisce anche, nella risposta che dà a sindaco e consiglieri, di aver ricevuto una telefonata: all’altro capo c’erano il presidente della cooperativa che ha stipulato l’accordo e questo personaggio, ex detenuto in via di espiazione dell’ultima parte della pena e, quindi, affidato ai servizi sociali. La telefonata gli è giunta prima che pubblicasse l’articolo.

Allora, uscendo dal merito della vicenda (che di per sé è imbarazzante per il sindaco e l’assessore, come giustamente ha sottolineato la consigliera di Forza Italia, Bianchi), questi campioni della maggioranza pensano ancora di poter confermare le scempiaggini che hanno scritto in ordine alla questione di un ex detenuto che occupa posti di rilievo nella cooperativa “Crea Service” (e non è un “usciere”, come ha riportato un altro sito allineato alla maggioranza al Comune, ma uno che siede appunto ad un “tavolo”)? E’ normale, secondo loro, che un giornalista venga raggiunto telefonicamente prima di scrivere un articolo e senza che abbia lui deciso di telefonare ? E si sono posti il dubbio se nel corso di questa telefonata il condannato in corso di espiazione abbia solo dato la sua versione o abbia anche chiesto di non pubblicare niente?

Alessandro Pantaleo, Andrea Ramunno , Angelo Amori, Deborah D’Amico, Fabio Pingue, Franco Di Rocco, Luigi Santilli, Mauro Tirabassi e Roberta Salvati, cioè i consiglieri che hanno firmato l’attacco (insolito per i toni usati) a chi aveva chiesto di fare chiarezza su questo tavolo delle trattative cui ha partecipato non l’”usciere”, ma l’ex detenuto che per la cooperativa ha svolto i colloqui con gli aspiranti lavoratori, prima di sproloquiare sul “Khomeinismo” cui condurrebbe la “cultura del sospetto”, hanno coltivato il sospetto che normalmente ad un tavolo delle trattative con la pubblica amministrazione non debba esserci un condannato per più di un omicidio, non pentito, che sta espiando la pena con affidamento ai servizi sociali?

E in ultimo la domanda che le raccoglie tutte: con questa uscita da perfetti sprovveduti, non hanno capito che consentono ancora ad Andrea Gerosolimo e ad Anna Maria Casini di non dire alla cittadinanza se sapevano chi avevano di fronte a quel tavolo oppure no? Al di là degli insulti che questi campioni della maggioranza, questi Accademici delle Lettere (non sappiamo se il lettore abbia capito, ma stiamo parlando proprio di Alessandro Pantaleo, Andrea Ramunno , Angelo Amori, Deborah D’Amico, Fabio Pingue, Franco Di Rocco, Luigi Santilli, Mauro Tirabassi e Roberta Salvati) che dànno della “maestrina” all’avv. Bianchi, lanciano all’unica consigliera di minoranza che ha il coraggio di esercitare la sua funzione (e abbiamo detto tutto sugli altri, tra i quali il sempre lodato Bruno Di Masci, lo “sbicchino” Maurizio Balassone e altri ancora al di sotto), e intanto Andrea Gerosolimo e Anna Maria Casini ancora non dicono se sapevano o se tutto è stato fatto a loro insaputa, come la maggior parte delle cose che i politici fanno in Italia. Se non chiediamo troppo, dovrebbero dare la risposta: “Sapevamo benissimo chi era e nonostante questo o proprio per questo lo abbiamo riconosciuto nostro interlocutore, firmatario dell’accordo”; oppure l’altra risposta: “Pensavamo di avere di fronte persone di una cooperativa di Sulmona, non sapevamo chi fosse questo tale e non sapevamo i suoi precedenti”. Suvvìa, l’alternativa non sembra così difficile. E la risposta si può anche affidare ad un comunicato sulla demuscazione, così è sicuro che arriva anche a noi.