IN ELICOTTERO DA GUBBIO PER RIVEDERE LA STRADA PERCORSA CON IL CAMION DAL “BABBO”

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PASQUALE COLAIACOVO RICORDA LA SUA LUNGA VITA E QUELLA BREVE DEL PADRE, DINAMICO ED ESTROSO

15 OTTOBRE 2017 – Partì giovanissimo, con la moglie e il primo figlio, da Pratola per l’Umbria, prima del secondo conflitto mondiale.

Morì giovane, poco più che cinquantenne, quando aveva fatto molte cose e intrapreso molti progetti, che sono stati completati dalla moglie Carmela Di Cristofaro, manager e comandante indiscussa dei quattro figli. Ora Giuseppe Colaiacovo ha una strada intestata proprio a lui, “imprenditore”, nato nel 1902 e scomparso nel 1953, a due passi dal Comune di Pratola e a due passi da quel quartiere dei Colaiacovo a destra di Via Meta e con un angolo che affaccia su Piazza Garibaldi (nella foto del titolo da sinistra: Francesca, Pasquale e Paola Colaiacovo, con il nipote di Carmela Di Cristofaro, Aldo).

Pasquale Colaiacovo nella cerimonia in Comune con il sindaco, avv. Antonella Di Nino. Accanto al titolo Pasquale con le figlie sulla strada intitolata a Giuseppe Colaiacovo

Della Pratola di prima della guerra, molto più popolosa di quella di oggi, ricorda particolari inediti il figlio che Giuseppe portò a Gubbio, Pasquale, classe 1931, che non perde una battuta dei discorsi del sindaco Antonella Di Nino mentre lo accoglie nell’aula restaurata del Consiglio comunale (nella seconda foto) e che lo invita a tornare più spesso, memore delle generose elargizioni della “Colacem” e della “Colabeton” (imprese dalla radice indubbiamente legata al nome della famiglia con il capostipite Amico nato nel 1615).

Accanto a Pasquale, sotto l’indicazione della strada del “babbo”, come lo chiama con l’influenza della favella eugubina, posano le figlie Paola e Francesca, inserite nei vertici delle società come tutti i numerosi cugini, alte e slanciate quanto lui, con i geni che si sono conservati nella trasmigrazione dalle origini balcaniche del medio-evo e lungo la strada per Gubbio, attraversata dal camion di Giuseppe nel 1936 e oggi vista dall’alto dell’elicottero della “ditta”. Pasquale ha ricevuto il “Premio Pratola” e lo porta nel cuore, magari sperando che un altrettanto giusto riconoscimento, se non proprio una targa di toponomastica, possa arrivare per la grande Carmela, madre risoluta e donna esemplare che nella vedovanza non pensò mai di arrendersi. Nella foto in basso: la ripartenza, volando sul tragitto di Giuseppe ottanta anni fa.

L’elicottero che ha trasportato Pasquale Colaiacovo con le figlie Francesca e Paola