“COME HO POTUTO RESISTERE AL FREDDO DI DICEMBRE”

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OVIDIO RICORDA IL VIAGGIO DELL’ESILIO NELL’8 d.C.

4 DICEMBRE 2014 – Si volge ancora a guardare e ricordare la burrasca del suo viaggio da Roma a Tomi l’Ovidio di una delle lettere della relegazione.

I turbini dei venti rabbiosi lo hanno fatto trasalire mentre si avventurava nel percorso durato sei mesi, verso la parte più remota dell’Impero romano: “Qualsivoglia mia lettera di tutto questo libro tu abbia letto / io l’ho scritta durante l’angoscioso mio viaggio./ Che mi abbia visto scriverla l’Adriatico in mezzo alle sue onde / mentre tremavo al freddo del mese di dicembre / o che quando la rotta superò l’Istmo tra due mari, e un’altra / chiglia fu scelta per la nostra fuga, e di come / facessi versi in mezzo al rabbioso  fragore dei marosi / si stupirono, credo, le Cicladi Egee. / Io stesso mi domando ora come tra simili tumulti / dell’animo e del mare resistesse il mio ingegno”.