“DA SULMONA FACCIAMO SCOPPIARE L’INFERNO NELLE CARCERI ITALIANE”

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RELAZIONE DI UN AGENTE DI CUSTODIA RIPORTATA DA “IL FATTO QUOTIDIANO” – MINACCE A TUTTO IL SISTEMA DOPO LE SCEMPIAGGINI DI DEL MASTRO

4 APRILE 2025 – Una situazione esplosiva con epicentro nel carcere di Sulmona, ma estesa a tutto il sistema carcerario d’Italia, viene riferita da “Il Fatto quotidiano” di oggi, per la penna di Antonio Massari (nella foto in basso) e Valeria Pacelli. Viene scritto quello che un agente di polizia penitenziaria ha sentito e a sua volta raccontato. Si parla, con le iniziali di un detenuto palermitano, della chiusura delle porte che prima venivano lasciate aperte (un piccolo stratagemma per considerare superficie, a disposizione dei reclusi, anche i corridoi): “Appuntato, perché vi state accanendo con questa chiusura delle carceri? Così facendo voi fate scoppiare le rivolte in tutte le carceri. Lo sapete che negli istituti ci sono i telefonini e se vogliamo ci mettiamo d’accordo in un attimo e in contemporanea facciamo in modo che in tutte le carceri d’Italia scoppiano le rivolte contemporaneamente?”, e, per rendere più esplicita la minaccia: “Lo Stato, se continua così, vuol fare scoppiare le rivolte”.

Non è una notizia appannata dal tempo e coperta di polvere. La relazione, classificata come “riservata urgente”, è di una settimana fa, del 29 marzo. E pare che ci sia un nesso anche con l’esternazione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Del Mastro Delle Vedove, che alla presentazione di una nuova auto per il trasporto di detenuti al regime di alta sicurezza, avrebbe detto: “Non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro”; idiozia che, se confermata, la dice tutta sulle esternazioni dell’attuale compagine di governo. Invece di valutare i tempi e i modi per applicare la legge secondo principi costituzionali e preservare comunque la severità del carcere ai condannati per i peggiori crimini, un sottosegretario se ne esce con frasi alla Trump, senza valutare gli effetti. Solo che Trump ha un’età che non gli consentirà di vederli, gli effetti delle sue idiozie; mentre un governo che ha la prospettiva di durare venti anni come “quando c’era Lui”, dovrebbe essere più riflessivo.

Antonio Massari è giornalista di prim’ordine, che in Abruzzo si è interessato del processo sulla discarica dei veleni di Bussi: rivelò le voci sulla famosa camera di consiglio nella quale volarono parole che intimidirono i componenti della Corte d’Assise non togati, in merito ad un eventuale risarcimento in caso di condanna poi non confermata in Appello o in Corte di Cassazione. Valeria Pacelli ha, a sua volta, condotto inchieste giornalistiche con grandi riscontri mediatici, sempre per “Il Fatto quotidiano”.
La presenza di telefonini incontrollati, nel carcere di Sulmona, poi, è notizia degli ultimi mesi ed è stato oggetto di processo davanti al Tribunale.

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