Dalla rosa dei venti ai venti della rosa

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Un tocco di verde tra i bei palazzi del centro nella aiuoletta curata dai pensionati

PROBLEMATICA ORGANIZZAZIONE PER IL VOLONTARIATO NELLA CURA DEL VERDE PUBBLICO: PER ORA LE ADESIONI NON SEMBRANO TANTE

30 SETTEMBRE 2018 – Informa “Il Centro” che venti cittadini, l’uno per mille della popolazione, si sono dichiarati disponibili a curare il verde pubblico, aderendo così alla dichiarazione di disponibilità dell’assessore comunale Angelucci per una gestione diretta nelle aiuole e in genere negli spazi verdi della città.

Non si dice se nella… rosa dei venti siano compresi anche gli arzilli pensionati che da una trentina di anni curano alla perfezione il verde dell’aiuola davanti Piazza del Carmine, dove cespugli aulentissimi e siepi ariose danno l’impressione di un angolo di Svizzera. Se, Dio non voglia, i venti sono tutti quelli, non saremmo più in presenza di una rosa dei venti, ma dei venti della rosa (nel senso che sono tutti appassionatamente concentrati a coltivare un numero ristretto, perché è ristretto lo spazio, di fiori). Ma, quand’anche fosse che dei venti non facciano parte i pensionati di Piazza Carmine e, quindi, i venti fossero al netto, come la mettiamo se uno vuol piantare una rosa ed un altro un ciclamino, magari nella stessa aiuola di Largo Mazara (altro angolo incantevole che da una trentina di anni viene coltivato da appassionati residenti, ignari degli Angelucci che sarebbero andati al Comune)? Prevale chi zappetta per primo? O chi porta per primo la piantina? Se poi il dissidio dovesse coinvolgere la scelta tra un cedro del Libano ed un pino di Aleppo? Si verterebbe in materia di Tribunale Amministrativo, essendo il giardino di proprietà del Comune, come ha affermato un giudice del tribunale di Sulmona per la questione dell’aglio sulla testa di Ovidio, poi subito corretto (il giudice, non Ovidio) dal collegio dello stesso tribunale? Oppure la decisione spetterebbe al giudice di pace, al quale il sostenitore della rosa ricorrerebbe, appunto… In nome della rosa ?

Oppure abbiamo capito male e hanno capito male anche i generosi che hanno risposto alla disponibilità (si badi bene, non alla richiesta di aiuto, ma alla disponibilità a ricevere aiuto…) dell’assessore Angelucci e non si tratta di abbellire i giardini e gli angoli verdi o verdastri con fiori e belle piante, ma solo di estirpare le erbacce per le quali il Co.Ge.Sa. si fa tanto vanto di essere all’avanguardia? E tutto si concluderebbe, ahinoi, nella… rosa dei vanti.

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