Dopo camosci e lupi Franco Iezzi si dà alle capriole

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FASCINOSA MA CONTRADDITTORIA ANALISI SUI FLUSSI ELETTORALI

29 NOVEMBRE 2013 – Sono scaduti i termini di tutela del diritto di autore per creazioni intellettuali e così abbiamo potuto prelevare da “Rete5” tramite google un pensoso contributo di idee di Franco Iezzi.

E’ un reperto raro, non in quanto espressione di idee del già vulcanico direttore del Nucleo Industriale, quanto perchè, come ci scrisse tempo fa in una mail di insulti, egli non frequenta siti per mancanza di tempo e di interesse (che delicatezza verso i suoi ragazzi di “Rete5”…). Eppure una volta ha trasgredito la consegna e ci ha regalato una analisi che ancora ci trova entusiasti. Per questo anche noi trasgrediamo la nostra consegna, che è quella di non dar peso alle capriole perchè siamo sempre preoccupati che chi le allestisce prima o poi si fa male.

“Come tutti – inizia il contributo, che risale al 2008, ma schizzerà per numero di visite ai livelli dei suffragi elettorali ricevuti dal Nostro quando pensava di fare il sindaco e ne contava a decine – ho fatto in questi giorni alcune riflessioni sul voto espresso dagli elettori nel corso delle recenti elezioni regionali e vorrei condividerle con chi è interessato a capire gli eventi che interessano la nostra zona per poi agire conseguentemente”.

L’interesse cresce, basta ripeterlo come fa Iezzi: chi, del resto, può essere non interessato agli eventi che interessano?

“Ho notato che è opinione diffusa in città che la ragione per la quale non siamo stati capaci di eleggere un rappresentante del nostro territorio in seno al Consiglio Regionale è da ricercare nel fatto che i nostri elettori hanno una particolare propensione a votare candidati esterni all’area.

Questo aspetto del voto è abbastanza vero ed in qualche misura incide ma io ritengo che sia improprio limitarsi a considerarlo la vera causa del problema. Dall’elaborazione dei dati ho potuto constatare che “tasso di fedeltà” è uguale a Sulmona come all’Aquila ed è pari a circa il 60/65 per cento. In pratica sia i sulmonesi che gli aquilani su 100 voti espressi, 60/65 sono dati a candidati locali e il resto 35/40 a candidati “esterni”.

L’analisi si fa più profonda e quindi non si dispiaccia il soggetto (i sulmonesi e gli aquilani) se rimane appeso; è l’anacoluto, bellezza.

“Il fenomeno ha le stesse dimensioni sia a destra che a sinistra. Un’altra considerazione può aiutarci a capire. Se per ipotesi il PdL avesse puntato su un unico candidato e quindi si fossero sommati i voti di Ciancarelli a quelli di Lancia ( ipotesi puramente teorica) la somma non sarebbe stata comunque sufficiente per eleggere uno dei due.

Non a caso nemmeno la candidatura unica del centro sinistra ha dato risultati positivi Credo che il nocciolo vero del problema stia nel fatto che la nostra dimensione demografica è obiettivamente insufficiente per eleggere un rappresentante (dando per scontato il fatto che cronicamente il 35/40 vota per candidati esterni) ma sopratutto è la mancanza assoluta di una sorta di “solidarietà di area” che determina di fatto un isolamento improduttivo e pernicioso.

Avezzano riesce ad eleggere ben sei consiglieri per la concomitanza di due fattori : un peso demografico decisamente superiore, ma soprattutto un senso di appartenenza alla “marsicanità” che crea coesione. Sulmona deve riflettere su tutto questo, fare mea culpa e decidersi ad essere vera leader del suo hinterland non solo nominalmente, ma esercitando giorno per giorno il ruolo e le conseguenti responsabilità che le competono. Franco Iezzi”.

Certamente l’analisi seriosa e seria, quasi plumbea, è servita al Nostro quale trampolino di lancio per diventare Presidente del Parco Nazionale della Majella. De Rita gli fa un baffo quando analizza. Iezzi si prende gioco di sé e prima dice che i sulmonesi sono fedeli quanto marsicani e aquilani e poi dice che Sulmona deve essere più leader. Ma se i voti sono quelli che sono, se la Marsica ha il 50% in più di tutti gli elettori del centro-Abruzzo, sempre leader del 50% in meno potrà essere Sulmona. Oppure con i cinquanta voti in più di Anversa e i trecento di Pratola si eleggono i sei consiglieri che la Marsica ha eletto a dispetto di Sulmona che non ne ha eletto nessuno?

L’anacoluto spesso è una categoria, non si ferma alla grammatica e non si rimuove neanche dandolo in pasto ai lupi della Majella oppure modificando in radice l’ambiente con il trasloco dei camosci sul Sirente. Potrai spopolare pure il Parco, privarlo finanche degli orsi, falcidiarlo dei caprioli, ma resteranno sempre… le capriole di Iezzi.