CHI SCOPRIRA’ IL MISTERO DELLA COPERTURA?

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L’ARCHEOCLUB IMPLORA IL COMUNE DI TORNARE SUI SUOI PASSI PER LA ROTONDA DI SAN FRANCESCO

22 GIUGNO 2012 – L’Archeoclub di Sulmona chiede che si annulli il progetto di coprire quello che resta della base della cupola di San Francesco della Scarpa, precipitata nel terremoto del 1706, ed oggi conosciuta come “Rotonda di San Francesco”. Chiede, piuttosto, che si intervenga su strutture già esistenti e “da troppo tempo inaccessibili, unitamente a una sistematica azione di messa in sicurezza del ricco patrimonio culturale, particolarmente bisognoso di interventi (si veda da ultimo il crollo del tetto della chiesa di S. Maria di Roncisvalle a seguito della nevicata del febbraio scorso o la perenne inagibilità della chiesa di S. Caterina)”.

Il gruppo culturale cittadino rinnova “l’impegno già assunto nel 2005 supportato anche da docenti della facoltà di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara”. Il presidente, dott. Alessandro Bencivenga, definisce la attuale rotonda scoperta uno “straordinario esempio di un’architettura lacerata dal terremoto del 1706”; è divenuta negli anni “uno spazio aperto, assumendo caratteristiche che ancora oggi la rendono unica nel panorama cittadino e regionale, a partire dal grandioso portale laterale delle duecentesca chiesa francescana che dà accesso alla piazzetta, contornata da piccoli ambienti; nessun motivo – compresa la poco lungimirante volontà di impegnare a tutti i costi i fondi e di creare moderne architetture – giustifica la realizzazione di una copertura di questo spazio, con il risultato di cancellare le tracce di una storia stratificata, testimone di uno degli eventi che maggiormente hanno segnato la vita di Sulmona”.

La battaglia del “Tempo”…

Certamente l’Archeoclub ha preso posizione contro il progetto nel 2005; e lo ha fatto anche autorevolmente. Quando il Comune avviò iniziative per mettere in pratica il progetto (che si trovava ancora nella fase di concorso di idee), un giornale quotidiano, “Il Tempo”, intraprese una battaglia fatta di intere pagine perchè Fotogramma abbandonasse i locali prima ancora che si capisse come si sarebbe potuta coprire quella “architettura lacerata dal terremoto del 1706”. Tanto che ci chiedemmo se voleva metterci la sua redazione, ammesso che avesse voluto riaprirne una dopo quelle gloriose di Corso Ovidio 222 e Corso Ovidio 135.

A Fotogramma il Comune aveva concesso i locali con un comodato di venti anni; l’associazione di Marinello Mastrogiuseppe (citata anche su riviste fotografiche qualificate a livello nazionale come “Fotografare”) aveva speso oltre 100.000,00 euro per rifare il tetto, gli impianti, le murature, contando sulla durata del contratto.

… e gli effetti del tempo

 Magari poteva essere utile suonare la squilla prima che Marinello Mastrogiuseppe raccattasse le splendide macchine fotografiche e le foto della piccola “Alinari” di Sulmona e se ne andasse in un romito museo in Via Galilei. Passati tutti questi anni ed essendosi il Comune intestardito a coprire la Rotonda, oggi pare che quei soldi non possano più essere dirottati per progetti più saggi.