E adesso il ministero non esclude di chiudere le autostrade abruzzesi

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Un viadotto della A25 in Valle Peligna

UNA PERICOLOSA NOTA ALL’INDOMANI DEL DECRETO CHE SEMBRAVA LA SOLUZIONE DEI RISCHI PER I PILONI RIDOTTI MALE

3 OTTOBRE 2018 – Se i viadotti non sono sicuri, la Strada dei Parchi può (o forse deve) chiudere i tratti che non garantiscono condizioni minime per il transito autostradale. L’ordine viene dal ministero delle infrastrutture e sembra la diretta conseguenza del crollo del ponte Morandi a Genova con il famoso conflitto tra Stato e concessionarie sulle opere di manutenzione straordinaria. Il tratto della Valle Peligna è considerato tra quelli più a rischio, per la presenza di numerosi viadotti e per le condizioni di alcuni di essi, peraltro documentate anche da un servizio televisivo delle “Iene”. L’ordine del ministero (da porre in relazione alla esigenza di non tollerare pesanti rischi sotto il profilo penale e del risarcimento per i disastri) richiama la legislazione in materia di concessioni e manutenzioni dei tronchi autostradali. E di interdizioni alla circolazione di ogni autoveicolo.

Tradotto in soldoni, un provvedimento di chiusura riverserebbe il traffico delle auto, dei pullman e dei Tir su una viabilità consolare (quella della Tiburtina Valeria) ormai abbandonata da decenni, per giunta in una stagione che storicamente ha riservato intere settimane di chiusura per neve. Contare sulla ferrovia è pura illusione, visti i tempi di percorrenza e l’impresentabilità del materiale rotabile. La stima di spesa per ripristinare condizioni di sicurezza è di qualche multiplo maggiore di quella prevista con il recente decreto per Genova. Insomma, una situazione che non si risolverà in pochi mesi. Ma dove stanno quelli che avrebbero dovuto costringere la Strada dei Parchi e il Ministero a spendere per la manutenzione?

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