E’ INUTILE SCOCCIARSI TANTO PER UNA CANDIDATA

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PARADOSSALI PRESE DI DISTANZA DAL CENTRO E DA SINISTRA PER UNA ASTUZIA DELL’ULTIMA ORA

13 GENNAIO 2019 – Urli e strepiti per l’inatteso inserimento di una candidata nella lista dell’UDC alle “regionali”: fa parte della decomposta formazione civica del sindaco di Atessa, già stralunato direttore televisivo, già corrispondente RAI da New York per aver scritto sull’Unità, Giulio Borrelli.

Il candidato governatore Marsilio, sconosciuto in Abruzzo ai più, ma anche ai meno, ha proclamato che la lista sarà esclusa dal suo raggruppamento; dichiarazioni a caldo che denotano una irrisoria conoscenza dei meccanismi elettorali. Gli abruzzesi non conoscono lui e lui non conosce il modo di farsi eleggere. Si grida allo scandalo per quella che è stata bollata come una furbata senza futuro.

Il guaio grosso di questa vicenda sta proprio nel considerare già assicurati i voti di una falange smarrita, dispersa nei boschi, priva di divise e identità: fino al giorno prima poteva accreditarsi con la formazione di liste di Legnini (il candidato concorrente, quello che avrebbe dovuto segnare l’altra sponda) e qualche minuto prima della scadenza del termine può contare sul presentatore di liste che, senza nulla dire al candidato governatore (questo in verità vorrebbe far credere Marsilio), ha scritto il nome di Marianna Scoccia, moglie dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, Attila del centro-Abruzzo insieme a Luciano D’Alfonso. Prima del 10 febbraio tutto sarà dimenticato (date le capacità digestive degli elettori di quei partiti)  e avrà fornito materia per scandalizzare gli altri candidati governatori, come se il centro-sinistra potesse dire qualcosa di serio dopo aver tenuto in giunta per vari anni la formazione civica del sindaco di Atessa, già mezzobusto, etc.

Del resto, nella Babilonia delle liste di Marsilio, la componente di Gerosolimo è un gradito ritorno, visto che alla Provincia dell’Aquila la attuale falange smarrita stava con quello che si chiamava il Centro-Destra (con abuso del termine di Destra). Questa altalena tra una maggioranza e il suo contrario dovrebbe fornire spunti di riflessione per gli elettori. Invece dell’indignazione inconcludente di Marsilio, sarebbe auspicabile un atto di coerenza di persone che fanno della propria esperienza amministrativa l’occasione di prova della politica come cura del bene pubblico.

Per esempio, tanto per rimanere all’ambito nel quale Gerosolimo e Scoccia mietono inspiegabili consensi (o spiegabilissimi consensi), è davvero sorprendente notare che porteranno voti per Marsilio Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, e Fabiana Donadei, assessore comunale a Pratola in quella giunta guidata da Antonella Di Nino che con la sua debolissima… Forza Italia era riuscita (o almeno si vantava) a non includere il civico marito della attuale candidata peligna nell’UDC.

Se Marsilio non può escludere liste già belle e presentate, i candidati possono invitare i propri elettori a non votarli, conservando quel minimo di decoro dopo il tanto già perso con l’aderire ad una formazione politica fatta per obbedire al capo, unico finanziatore e padrone assoluto, condannato in via definitiva una volta e prescritto in un’altra decina di processi. Certo, si dirà, chi si presenta con Forza Italia ha già chiarito a se stesso e ai familiari più stretti che il decoro sarà da considerare al prossimo giro; ma programmi come “Pratola bellissima” certamente partono dalla bellezza interiore e c’è qualcosa di oggettivamente incompatibile con la figuraccia che Antonella Di Nino sindaca e Fabiana Donadei assessore seguiteranno a fare per portare voti a Marsilio: fino al 10 febbraio in caso di sconfitta e, a Dio non piaccia, per altri cinque anni in caso di vittoria. Gramo destino, che rischia di risolvere “Pratola bellissima” ad una operazione di facciata di strade, palazzi, vicoli e giardinetti, peraltro neppure quella efficacemente iniziata.

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