E perchè la Bianchi va a un ospedale di fuori?

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23 APRILE 2017 – L’avv. Elisabetta Bianchi, fresca di conferma del Consiglio di Stato nel suo ruolo di consigliere al posto del collega di lista inizialmente proclamato per Forza Italia,

si è assentata dall’ultimo Consiglio comunale e si è ritrovata la gragnuola di proteste e condanne dell’intera maggioranza, tramite comunicato ufficiale. E’ tacciata di sparare con il cannone dall’esterno del Palazzo e, poi, al dunque, di darsela a gambe quando si debbono sostenere confronti su temi fondamentali. In realtà, doveva sottoporsi ad “esami clinici invasivi a Chieti” e aveva fatto pervenire la propria giustificazione al presidente del Consiglio comunale, che se l’è tenuta nel cassetto.

Brutta gaffe della maggioranza, che però, secondo il sistema del non consentire mai l’ultima parola all’avversario, ribatterà: “E lei che tanto predica sulla necessità di tutelare la Sanità sul territorio, che ha combattuto sul punto nascite, perché privilegia la Sanità di Chieti? E’ coerenza questa?”

Ma saranno fatti suoi?

Piuttosto: quando mai s’è visto che una maggioranza emette un documento pubblico per rimarcare l’assenza di un consigliere che, se fosse presente, potrebbe non far passare il bilancio? Il democristiano Paolo Di Bartolomeo se notava che poteva mancare Carlo Autiero del PCI, metteva all’approvazione tutto quello che si era intoppato da anni; poi, che Autiero non è mai mancato è un altro discorso. Di rimando, Antonio Trotta socialista, se avesse potuto prescrivere un’analisi a Giuseppe Bolino, tenace capogruppo della dc nell’inedito ruolo all’opposizione, non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione e gliela avrebbe fatta eseguire a Boston.

Per riprendere e parafrasare un bislacco modo di chiudere ogni discorso: ma di che cosa stiamo… analizzando?