
La Soprintendente Arbace illustra una mostra nel grandissimo refettorio
RIAPRE LA CHIESA DELL’ABBAZIA CELESTINIANA CON IL SONTUOSO CORO LIGNEO
13 APRILE 2018 – L’ultimo, grande gioiello che i celestini hanno lasciato a Sulmona sarà di nuovo fruibile dal 4 maggio: la chiesa dell’Abbazia di Santo Spirito a Morrone sarà riaperta al pubblico, con il suo prezioso coro ligneo che non è cospicuo solo per il materiale usato (ha sfidato secoli senza alcun danno o deformazione), quanto perché dà un’idea dell’imponenza dell’Ordine, diffusosi in tutta Europa (soprattutto in Francia). Certo, mancano all’appello, ancora, la biblioteca, che è sontuosa, ma che non esprime la sua portata, priva dei libri, ormai da troppo tempo. Ricorda qualche scena de “Il nome della rosa”, ma richiede un bel po’ di fantasia per evocare l’ambientazione di frati pensosi e di libri proibiti. Il coro ligneo, sottoposto per mesi o forse un anno alla “camera a gas” per liberarlo o preservarlo dai tarli, è lì come se aspettasse ancora che i monaci vi affluiscano per una messa cantata.
Non se ne cantano più da oltre un secolo: da quando tutto il complesso, dopo l’unificazione d’Italia, fu adibito a carcere fino al 1993; ma forse pure da un po’ prima, quando era centro di accoglienza dei poveri, sull’esempio dell’”Albergo dei poveri” dei Borbone.
Il Ministero dei Beni ambientali e culturali fa sapere che il restauro “guidato dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’Abruzzo, con la collaborazione tecnica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo e della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del cratere, restituisce alla sua piena fruizione uno degli spazi centrali nella vita del prezioso complesso monumentale, la cui gestione è affidata al Polo Museale dell’Abruzzo”.
Veramente, se fosse stato per i Comuni del cratere, l’Abbazia poteva essere usata come il Colosseo per prelevare pietre e marmi per la ricostruzione aquilana; ma è vero che le Soprintendenze hanno fatto il loro meglio in questo restauro ultraventennale dell’abbazia di Santo Spirito. In particolare la Soprintendente Lucia Arbace ha considerato il ripristino e la regolamentazione dell’uso del complesso come la vera sfida per la valorizzazione turistica dell’Abruzzo, consentendo e incentivando concerti di livello, conferenze e mostre che fanno del monumento il cuore pulsante dell’Abruzzo culturale, raggiungibile dalle principali arterie della regione, dalla SS 17 come dalla autostrada A25.
C’è ancora molto da fare per restituire tutti i 15.000 metri quadrati di stanze e corridoi e scalinate e mense; ma per Santo Spirito sembra che si sia sulla strada giusta.
Nella foto del titolo l’altare della chiesa all’interno dell’Abbazia.






