IL VESCOVO PARLA CHIARO E INTERROMPE IL BALBETTIO DEI POLITICI

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IMPEGNO DI MONS. FUSCO PER LA GIORNATA DI CONTRASTO AL METANODOTTO

16 APRILE 2018 – Ci sarà anche il Vescovo di Sulmona, mons. Fusco (nella foto del titolo in Piazza Garibaldi), a sostenere le ragioni contrarie alla costruzione del metanodotto e della centrale di spinta in località “Case Pente”. E le ragioni sono molte, da quello che il prelato illustra in una nota nella quale prende a cuore la tutela delle risorse che sono state donate alla Valle Peligna. Il Vescovo, giunto da poco più di due mesi, considera parla già di “nostra amata terra” (evidentemente interpretando lo spirito della comunità religiosa sulmonese con il territorio e non facendone un argomento personale).

Il 21 aprile, cioè tra non molte ore, andrà passato al vaglio il panorama di presenze e di assenze, soprattutto perché non è detto che non si torni a votare tra breve. Sulle questioni della tutela dell’ambiente (direttamente connesse alla sopravvivenza del centro-Abruzzo quale comprensorio nel contesto regionale) non si è mai fatta chiarezza da parte degli organi regionali, perché ormai questo ritaglio di Abruzzo è politicamente privo di rappresentanti e quelli che fugacemente si sono rivestiti del ruolo lo hanno tradotto in stretta utilità per una crescita politica personale.

La Diocesi non è nuova nella proclamazione di un impegno nel panorama sociale; ma è un dato di fatto che il Vescovo ha messo questo argomento tra le emergenze sulle quali assumere un impegno prioritario e le parole di Mons. Fusco in questo frangente giungono a supplire la totale mancanza di iniziativa delle forze politiche, perché fino a tutto il 22 dicembre scorso, quando il Governo si è occupato del tracciato del metanodotto e della centrale di spinta, cioè del complessivo progetto che dovrà attraversare l’Appennino dalla Puglia all’Emilia, si sono ascoltate flebili voci degli organi istituzionali.

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