Iezzi adotta 9 gorilla: di chi ha paura?

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22 NOVEMBRE 2013 – Il Parco Nazionale della Majella ha adottato “simbolicamente” nove gorilla di montagna del Parco Nazionale del Virunga, nel Congo; secondo il presidente Franco Iezzi questo atto mira a rilanciare la salvaguardia dell’ambiente nel suo complesso.

La notizia denota ancora di più il marasma nel quale naviga la tutela dell’ambiente in Italia. Sono lontanissimi i tempi nei quali il presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo quasi non si sapeva chi fosse e lavorava in silenzio per ottenere i primi, rilevanti risultati contro l’aggressione del cemento, in un ambito nel quale le popolazioni rivendicavano il loro diritto a sopravvivere e a riconvertire in strutture per gli sports invernali i pendii e le valli per il fondo. Adesso non si fa in tempo a trasportare in elicottero i camosci dal Parco della Majella al parco del Sirente che già la stampa e le televisioni hanno riferito tutti i particolari dell’operazione.

Il Wwf (Fondo Mondiale per la Natura) sottolinea l’importanza di adottare animali in via di estinzione e il Parco della Majella, che dovrebbe orientare le proprie risorse (tutte, fino all’ultima) nelle mille cose in concreto che attendono una risposta alle falde della Majella, si precipita a dare notizia dell’adozione dei gorilla, in modo che chi visita il Parco non saprà mai cosa farà l’ente per salvare cervi e orsi dagli investimenti delle auto, ma saprà che i gorilla di montagna dell’Africa forse si salveranno. Il Parco Nazionale d’Abruzzo ha lanciato l’idea di dare il massimo per far cessare (in Italia, e più precisamente in una regione che si chiama Abruzzo) l’ecatombe di animali sulle strade statali e provinciali con l’uso di particolari illuminazioni; e il Parco Nazionale della Majella pensa all’Africa: ovviamente strombazzando la notizia per curare la immagine (non degli orsi, ma del Presidente e di chi ha avuto questa folgorante idea).

E’ questo il frutto di una designazione di Presidenti che avviene al di sopra e contro le comunità amministrate? E che debbono servirsi delle loro cariche per farsi pubblicità, come non avveniva prima, visto che Fulco Pratesi e Giuseppe Rossi consideravano il massimo del loro servizio alla comunità quello di poter presiedere un Parco nazionale? Può darsi, ma sarebbe il caso di dare un freno a queste deviazioni dal vero significato e dal ruolo dei Parchi nazionali per la difesa dell’ambiente sul territorio; sarebbe il caso che il Ministro Orlando (se c’è, battesse un colpo) dica cosa pensa dell’adozione del gorilla dal Parco della Majella e domandi cosa ha fatto il Parco per la tutela della sua fauna. E magari, visto che c’è, domandi a Iezzi che bisogno ha dei gorilla: che si sentisse Berlusconi che pensa di essere assediato? Ma Berlusconi desta invidie perchè ha i voti; il Presidente del Parco, quando si è presentato alle elezioni, ha sempre svalicato di poco il cinque per cento… Bastavano nove barboncini che avrebbero tenuto testa ai quattro gatti di ex elettori del Presidente.