IL CEMENTIFICIO RISPEDITO AL MITTENTE TORNA ATTRAVERSO LE POLVERI

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PARADOSSALE ESITO DELLA BATTAGLIA ECOLOGICA

24 DICEMBRE 2012 – Che il vero nodo della tutela della natura si concentri su Bussi sul Tirino, per tutto l’Abruzzo (nella foto il punto ove dovrebbe sorgere il cementificio nei pressi dell’autostrada e del Fiume Pescara), è stato detto finalmente anche in televisione; e per merito di “Report” che, come riferiamo in “L’acqua va al mare ma il vento dal mare risale”,  ha riferito per filo e per segno tutta la non esaltante esperienza di Bussi in tema di industrie inquinanti, al punto che un politico dagli scrupoli non intaccati dalla convenienza e dalla necessità di consensi in cambio di posti di lavoro segnalò già nei primi anni Settanta i rischi enormi delle lavorazioni e dallo “strano smaltimento” (definizione nostra, per la verità) dei residui delle lavorazioni con i veleni formidabili che adesso si vanno scoprendo. “Il Messaggero”, all’epoca posseduto dalla Montedison, censurava accuratamente i propri cronisti di Sulmona, come ci confessò una ventina di anni fa, in un improvvisato amarcord, l’arch. Sergio Berardi, che era appassionato giornalista di quella testata, per quanto fosse un ossimoro essere appassionato e stare al “Messaggero” della Montedison.

Il fatto è che, quando il sindaco di Sulmona, dott. Fabio Federico, nel 2011, disse “no” al cementificio che si progettava per Sulmona, aggiunse anche che altri cementifici stanno nella Valle Peligna senza che gli ambientalisti dicano niente e disse, per evitare equivoci, che quello stesso cementificio che Sulmona rispediva al mittente di lì a poco sarebbe stato possibile realizzarlo a Bussi, cioè in una zona dalla quale tutti i veleni, anziché essere contenuti in valli chiuse come succede in Umbria, venivano spifferati verso Sulmona, che avrebbe avuto la beffa di non realizzare nuovi posti di lavoro e di essere più inquinata di Bussi che se ne sta su una colina al riparo dai venti mefistofelici.

E su questo, né gli ambientalisti, né i freakkettoni che si avventurano a parlare di ecologia quando fa comodo alla propria parte politica hanno speso una parola, tranne, dobbiamo dirlo, Armando Sulplizio nella sua “Gazzetta di Sulmona”, dove ha anche allegato uno studio sulle dinamiche dei venti che hanno la capacità di recapitarci i veleni di Bussi con la stessa velocità e precisione di DHL espresso.