Il discount della corruzione

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DA BUSSI A BUGNARA CIFRE ALLA PORTATA DI TUTTI. SEGNO DI UNA SOCIETA’ CHE SI ADATTA?

14 OTTOBRE 2016 – Il Corpo Forestale ha messo a disposizione della magistratura una documentazione più che rilevante (addirittura secondo alcuni sarebbe determinante) sulle tangenti chieste nella ricostruzione, sia a Bussi che a Bugnara.

Sette sono stati gli arresti, c’è stata qualche denuncia a piede libero, qualcuno si sarebbe costituito; in qualche caso gli importi erano contrattualmente previsti: dal 5% al 20%. A coordinare tutto, o forse a fare la parte del leone, sarebbe stato un pensionato di ottanta anni. Secondo un PM l’affare si potrebbe allargare.

La peculiarità di questo nuovo caso legato al terremoto del 2009 non sta tanto nella previsione contrattuale di tangenti, quanto nell’importo delle tangenti. Un grosso titolo di giornale stamane riportava la confessione di un imprenditore: “Ho pagato 10 mila euro”; una integrazione di benefici, oltre al 5% pattuito, proveniva dal rifacimento di un tetto, oppure l’uso di una autovettura normalissima. Insomma, siamo al discount della corruzione.

Le belle cifre di una volta, quelle che Craxi non ha mai negato e delle quali si servì per una sorta di chiamata di correo di tutta la classe politica in un famoso intervento pubblico, non si trovano più. Adesso che sono scomparse le ideologie e i partiti, c’è la dazione a chilometro zero: l’utilizzatore finale sta a diretto contatto con il corruttore, non c’è bisogno di spartire con la struttura centrale che tutto proteggeva e tutto giustificava. Per questo l’indagine merita particolare attenzione: potrebbe essere di quelle che segnano un “prima” e un “dopo” nella fenomenologia della corruzione. Non più “colpirne uno per educarne mille”, ma colpire tutti quelli che si azzardano a raccogliere frutti che non sono loro; queste modalità potrebbero convincere che davvero le sanzioni sono dietro l’angolo. “Rubare per il partito non è rubare”; e non era vero. Ma i travet della mazzetta, gli strateghi dei “piccoli passi” sono la peggiore conferma che immersa nella corruzione è tutta una società e troppi sono i silenzi colpevoli, perché un fenomeno di questa portata non può non essere accettato ormai dalla maggioranza, silenziosa e partecipe. Per fortuna che, almeno in questo, il principio democratico non vale e un reato non diventa un fatto lecito solo perchè lo fa e lo sopporta la maggioranza.