21 GIUGNO 2012 – Il martello picchia sui chiodi. Fuor di metafora, si tratta del “numero zero” diffuso in vista della giornata di “festa e di protesta” indetta per sabato a “Case Pente” contro il progetto di costruire un metanodotto e una centrale di compressione per il gas; si chiama, appunto, Martello ed è ciclostilato in proprio da Silverio Gatta.
A riceverne i colpi è il presidente della giunta regionale che sta riducendo la Conca di Sulmona ad una “problema continuo” senza dare una sola soluzione: si chiama, appunto Chiodi.
E sul metanodotto l’anno scorso ha detto davanti al teatro di Sulmona che i “Comitati per l’ambiente” si erano svegliati tardi per poter modificare i progetti del tracciato del metanodotto; gli sfuggiva che quell’opera, nella sua progettazione, doveva passare nel mare Adriatico e che fu solo dopo deviata sull’Appennino, cioè su una zona ad alta sismicità. I sulmonesi non si erano svegliati tardi, tra l’altro, perchè proprio il Consiglio regionale qualche settimana fa, all’unanimità, ha approvato una normativa che sostanzialmente impedisce quel transito di metano con tutti i rischi che determina. Quindi, quando Chiodi diceva ai sulmonesi di essersi svegliati tardi, stava ancora lui dormendo e si è svegliato partecipando negli ultimi mesi alla votazione di ordini del giorno e leggi regionali sul punto.






