IL SOGNO? UN PAESE SENZA TASSE

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Anniversari: A-teleta

Un paese e una comunità liberate dalle tasse: questo voleva Gioacchino Murat (nella foto del titolo) quando due secoli fa, proprio nel 1811, fondò Ateleta, che vuol dire, appunto, priva di imposizione fiscale. Il Re di Napoli, famoso in zona perchè contribuì in modo determinante a migliorare la vecchia strada di collegamento tra l’Abruzzo e la Campania, poi chiamata “Napoleonica”, esentò da ogni contributo per le terre coltivate gli abitanti di Ateleta, che per riconoscenza  inserirono nello stemma cittadino l’aquila napoleonica.

Del resto, l’amministrazione fiscale dei Borboni è stata particolarmente benevola nei confronti dei sudditi, visto che per 126 anni di regno non aumentarono mai l’imposizione, come ricorda Pino Aprile nel suo “Terroni” (Piemme, 2010, pag.108).

Sarà celebrato lunedì il bicentenario di questo “sogno del contribuente”, da molto tempo interrotto. L’ a privativa all’inizio di Ateleta non priva ormai gli abitanti dell’attenzione del fisco, che lì come altrove è inclemente. Ma l’occasione di festeggiare non mancherà lunedì 14 febbraio: invitato anche il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio comunale, alla presenza del sindaco dott. Giacinto Donatelli. Non sarebbe sbagliato un accenno all’aumento delle tasse sulla benzina per ripianare il deficit della sanità abruzzese.

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