ISOTTA: “NESSUNO COME OVIDIO ISPIRA L’ARTE”

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IL BRILLANTE MUSICOLOGO INTERVIENE SULLE SCELTE DEL BIMILLENARIO BISLACCO

28 APRILE 2017 – Una ricca galleria di artisti e opere d’arte incentrate a celebrare i miti delle “Metamorfosi”: è quella che regala Paolo Isotta in un intervento di oggi sulle colonne de “Il fatto quotidiano” sotto il titolo: “Bimillenario di Ovidio, si celebra tutto tranne il suo apporto a musica e arte”. Isotta, uno dei più attenti e colti studiosi della musica, passa in rassegna il portato delle creazioni artistiche che sono state ispirate alla monumentale raccolta di miti dell’antichità: “Nessun poeta ha come Ovidio stretti rapporti con la musica – osserva l’autore -. La produzione del Madrigale italiano cinquecentesco e secentesco, migliaia di pezzi, si basa in ampia parte su soggetti suoi o testi che gli rendono omaggio. Nel Settecento il più importante poeta teatrale, Metastasio, attinge imparzialmente alla Tragedia greca, a Virgilio, al Sulmonese. Le Medee del Seicento italiano e francese vengono dalle Eroidi più che dalla Tragedia greca e continuano a vivere nel Settecento e oltre”. Di Strauss, Isotta scrive che “benchè altamente dotato dell’arte della musicale metamorfosi tematica, non riesce a narrare la trasformazione della ninfa in alloro coll’arte del poeta: Mollia cinguntur tenia praecordia libro, con quel che segue”.

Isotta scrive anche delle ispirazioni che mossero Shakespeare dalle “Metamorfosi”.

E conclude : “Le celebrazioni ovidiane organizzatesi a Sulmona per il bimillenario prevedono, a quel che mi consta, dotti apporti di latinisti: ma non danno luogo né all’arte figurativa né alla musica. Il poeta peligno aleggia sulla pittura e la scultura più di ogni altro; e non perché sia superiore a Lucrezio, a Virgilio, a Catullo, ma per la ineguagliata varietà dei miti da lui cantati. C’è persino un compositore viennese del Settecento, Carl Dittersdorf, che ha scritto otto Sinfonie minutamente e sapientemente modellate sulle Metamorfosi. Non le ho viste in programma in nessun luogo”.

Dittersdorf? Mo’ che gli dicono a che cosa ha fatto da supporto la statua di Ovidio nel dicembre 2014, sotto l’egida di Fabbricacultura e nel silenzio tremebondo di molti “intellettuali” che compongono qualche comitato per le celebrazioni… 

(nell’immagine del titolo: “La Giustizia e la Pace”)

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