13 FEBBRAIO 2012 – Il Comando della polizia municipale ha revocato la sospesione del divieto di accesso alla zona a traffico limitato nel centro storico dopo aver invitato “la Cittadinanza a utilizzare solo in casi di stretta necessità e con gli idonei equipaggiamenti le autovetture in considerazione della rilevata pericolosità del manto stradale.
Con l’occasione, si invitano gli automobilisti a evitare di lasciare le autovetture in sosta vietata, in particolare lungo Corso Ovidio e all’interno del Centro storico, in modo da consentire ai mezzi spartineve la pulizia delle strade, per rendere più agevole il passaggio dei mezzi di soccorso e il transito dei pedoni”. Nella foto del titolo il monumento ad Ovidio del Ferrari ripreso sabato 4 febbraio e, in quella in basso, l’incredibile quantità di neve in Piazza XX Settembre come appariva già nel pomeriggio di venerdì 3 febbraio.
Del resto, il tema delle sofferenze che derivano dal freddo è molto presente nei “Tristia” scritti da Ovidio dalla Romania ove era relegato. Egli parla del “clima che perennemente è freddo” e del “terreno bruciato sempre dal bianco gelo”; e parla degli abitanti di quella terra che “con pelli e larghe brache si guardano dal freddo che li opprime, lunghi capelli coprono i volti spaventosi”. Ma la sofferenza maggiore per il Sulmonese in quelle lande desolate è la considerazione che ormai finanche la elegante lingua latina, che egli aveva padroneggiato scrivendo le “Metamorfosi”, ma anche gli “Amores” e le “Heroides”, gli sfugge, non riesce a dominarla: “Mi vergogno e confesso che ormai per questa lunga desuetudine le parole latine mi vengono a fatica e anche in questo libro non dubito che siano molti modi barbari, colpa, questa, del luogo, non dell’uomo” .







