LA GIOSTRA SI ALLONTANI DA NETANYAHU

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L’EDITORIALE DEL NUMERO DEL VASCHIONE DA OGGI IN EDICOLA

I AGOSTO 2025 – La Giostra cavalleresca, che si ammanta del gravoso impegno di essere “Giostra della Pace”, ha un grande onere: quello di chiamare, dopo aver sentito Paolo Mieli, sostenitore del riarmo europeo e ospitato nella sala del Seminario diocesano il giorno dopo aver strologato sul “Corriere della sera” sul prossimo attacco dei russi, un Palestinese che racconti i crimini israeliani nella striscia di Gaza, visto che non possono farlo i 230 giornalisti uccisi dagli israeliani dall’8 ottobre 2023 (che si aggiungono a quelli, anche italiani, uccisi dai terroristi in divisa di Netanyahu negli anni precedenti) mentre l’Italia continua a elogiare la democrazia di Tel Aviv, prendersi i rimbrotti dell’ambasciatore israeliano contro Mattarella e fornire tecnologia e armi per il genocidio. Se non chiama un Palestinese, la Giostra è solo una giostrina.

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