LE VOLPI DEL PARCO MAJELLA DICONO LA LORO SUGLI ORSI

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 ANCHE SENZA RADIOCOLLARI FANNO ASTUTE INDAGINI

1 DICEMBRE 2014 – Oremo Di Nino, direttore del Parco Nazionale della Majella, riferisce di un avvistamento di un’orsa con due cuccioli e sottolinea l’importanza che questa notizia può avere per l’esame della popolazione di quella specie animale, lontana dalla tradizionale area stanziale del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Della serie: “Bel problema che ci hanno dato dal Parco Nazionale d’Abruzzo… Non era meglio che se li tenevano questi orsi?”. La notizia di questa famigliuola di orsi ha la stessa portata di originalità della scoperta dell’acqua calda; eppure al Parco la danno con grande risalto e qualche giornalista dallo spirito critico uguale a zero la rilancia. Non è venuto in mente a nessuno che l’orso ucciso a Pettorano sia venuto dal Parco Nazionale della Majella? Eppure, senza essere direttore o presidente del Parco Majella, su queste colonne abbiamo sottolineato a settembre che, visto che Pettorano sul Gizio per una parte sta nel Parco della Majella, era quasi certo che gli orsi che andavano a sventrare i polli del cantoniere dell’ANAS che poi ha sparato venissero dal Parco presideduto da Franco Iezzi.

E che era almeno controproducente che, mentre si faceva l’autopsia allo sventurato cucciolo che giaceva senza vita, a Sulmona il Parco della Majella seguitava a far baldoria paesana con “Perla Majella”. Adesso, in soccorso della teoria che gli orsi venivano dalla Majella giungono le… volpi degli uffici della Badia morronese, che, con albagiosa precisione, si avventurano a fare ipotesi rivoluzionarie, del genere: “Pur facendo a meno del radiocollare sugli orsi, visto che siamo volpi e quindi furbe, possiamo dire che se un orso è stato avvistato a Pescocostanzo e poi a Campo di Giove e poi a Cansano, preso atto che i sentieri di montagna non hanno sbarramenti, potremmo azzardare che l’orso trapassato dalle pallottole a cento metri dal confine del Parco Majella veniva dalla direttrice che negli ultimi ottocento anni si è confermata come quella di obbligo, cioè dal Guado di Coccia, a Campo di Giove, a Cansano a Introdacqua-Sirente. Quando ci daranno il permesso di applicare i radiocollari potremo dirvi di più”.

Che volpi.

Comunque, l’avvistamento dell’orsa e dei cuccioli dimostra anche quello che, senza essere direttori della riserva naturale di Pettorano, avevamo preventivato: che, cioè, con tutte le feste del letargo e con i convegni narcotizzanti al Castello di Pettorano, gli orsi, che non sono cuccioli di San Bernardo, vanno a dormire quando e come dicono loro e, ancora dopo due settimane dalla ninna-nanna di D’Aurora e Pratesi, se capita loro a tiro un pollo non stanno a pensare al politicamente corretto. Loro sono oppositori, mica sono come Berlusconi con Renzi…

Sulle reazioni degli animali del Parco della Majella alle iniziative del Presidente: “La lince ha un presidente e perciò si preoccupa”; “Malumore tra le talpe del Parco”; “Fauna del Parco disperata se Iezzi fa il sindaco”; “Iezzi adotta 9 gorilla: di chi ha paura?”; “Al Parco Nazionale dopo Franco Iezzi il diluvio”; “L’airone viaggiatore aveva un messaggio per Spinosa”.

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