Quante catene davanti alle aule di udienza…

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ANDREBBERO TOLTE PRIMA DEL FATIDICO 2017

2 DICEMBRE 2014 – La superstizione è l’arma degli ignoranti, va bene;

criticare qualcuno solo affibbiandogli l’epiteto di iettatore è palese riconoscimento di non avere altri difetti cui attaccarsi, siamo d’accordo; chi tocca ferro vedendo passare qualcuno per strada non può escludere che l’altro faccia lo stesso vedendolo, e con le stesse probabilità di preservarsi dalla jella, è discorso che non fa una grinza.DSCN0244 2

Ma, almeno fino a quando non arriverà quel 2017 fissato per la chiusura del tribunale di Sulmona, non sarebbe il caso di rimuovere quell’angosciante “2000 & beyond”, davanti al Palazzo di Giustizia, visto che qualche tempo dopo il suo collocamento le Camere hanno preso il toro per le corna ed hanno approvato la legge di chiusura del tribunale?  Oppure, almeno, scriverci “2000 e non più 2000”, come si preconizzava qualche tempo prima dell’anno 1000 e poi non è successo niente? Non parliamo degli avvocati che quando vedono quegli anelli di catena protesi verso l’aula di udienza non sanno come evitare il discorso con gli imputati; le esigenze degli avvocati, come si sa, valgono sempre meno di zero. Ma, se non altro, quelle della cittadinanza andrebbero considerate.

Il Tribunale di Sulmona è stato soppresso non per sventura o per il destino cinico e baro, ma per il voto di Giovanni Legnini, Paola Pelino e Maurizio Scelli: siamo stati i primi e gli unici a scriverlo. Però, alla disperata, tentiamole tutte e non diamo agganci alla jella che, come ci diceva ieri l’altro l’ufficiale giudiziario, “mi rincorre in Kawasaki”.

Anche perché pare che analoga aspirazione abbiano i disperati palestinesi che, da quando la copia del sinistro monumento al futuro incatenato è stata collocata in Terra Santa, hanno visto scatenarsi la fine del mondo. E che diamine!