L’ESULE OVIDIO INCONTRA IL GHIBELLIN FUGGIASCO

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20 MARZO 2012 – Nell’aula consiliare di Palazzo San Francesco il 24 marzo Publio Ovidio Nasone e Dante Alighieri saranno messi di fronte. Materialmente il progetto grafico della manifestazione li pone l’uno al cospetto dell’altro: l’esule sulmonese e il “ghibellin fuggiasco”. Sarà il motivo dominante del gemellaggio che il Lions di Sulmona celebrerà con i Lions di Ravenna Romagna Padusa: l’ing. Carlo Maria Speranza per i peligni e il dott. Corrado Pirazzini firmeranno un patto di collaborazione tra le due associazioni di servizio e subito dopo saranno tenute due illustrazioni sulle personalità artistiche e politiche del vate peligno e di quello ravennate.

E’ un percorso lento quello che ha avvicinato Ovidio a Dante Alighieri: adesso si è meglio delineata la figura di un Publio Ovidio Nasone che non fu lieto e compiaciuto cantore degli amori. Adesso che, se fossimo rimasti agli studi del liceo, per dirla con Antonello Venditti, non sapremmo ancora se Dante fu uomo libero o servo di partito, cominciamo a sapere che Ovidio ricevette i fulmini diretti di Augusto solo perchè (e non era poco) non aderiva al disegno di Livia di collocare sul trono Tiberio.

Certo “servo di partito” non fu mai Ovidio, perchè nessun partito lo protesse, quando il decreto con tanta firma lo raggiunse ed ebbe solo il tempo di sentire il pianto sommesso di Fabia nella casa rimasta vuota dei tanti amici che prima la frequentavano (nella foto del titolo la lapide che riporta il verso di Ovidio, scritto a Tomi nel ricordo struggente di quelle ore) .

Certo quella soluzione di proiettare ad Oriente il dissenso irrobustì l’impero, che si avviò a conquistare il mondo perchè poteva collocare l’opposizione in un “altrove”: ma a lungo andare quell’”altrove” divenne la causa più rovinosa della scissione del più grande impero della storia.

Saggia idea quella di accostare due poeti esuli; non già per una riabilitazione e meno che meno per una assoluzione dei loro versi (che sarebbe la loro effettiva condanna e riduzione al conforme), quanto perchè, a leggere in quelle metriche, come hanno dimostrato duemila anni dopo la relegazione di Ovidio i docenti universitari Luciano Canfora, Aldo Luisi e Nicoletta Berrino, si possono scoprire più cose che a scrutare un mosaico appena tornato alla luce.