MA A OTTOBRE DALLA STAZIONE PARTI’ UN CONVOGLIO PER DACAU

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I RETROSCENA DEL BOMBARDAMENTO E L’IMMEDIATA RICOSTRUZIONE DELLO SCALO

28 AGOSTO 2013 –  Poco prima delle 11,30 il campanone dell’Annunziata ha sottolineato a lungo gli attimi e poi i lunghi, interminabili minuti nei quali si svolsero i bombardamenti alla stazione ferroviaria di Sulmona ad opera di formazioni Alleate (v. “Cento morti che non erano neppure nemici” e “Soldato, le bombe di ieri erano per il tuo paese” nella sezione STORIA di questo sito).

L’avv. Lando Sciuba, autore di alcuni testi di storia della seconda guerra mondiale nella zona di Sulmona, ha tenuto nel pomeriggio l’allocuzione ufficiale per la celebrazione del 70° anniversario del bombardamento alla stazione ferroviaria di Sulmona.

Perchè proprio Sulmona?

“Dopo la distruzione del punto nevralgico di Foggia, Sulmona rappresentava lo snodo di tutti i contatti ferroviari italiani, quindi di tutte le strategie militari che all’epoca più di oggi dovevano fondarsi sui collegamenti per rotaia. La scelta pare sia stata questione di giorni; e fu dettata dalla necessità di seguire l’evoluzione del teatro di battaglia nel centro-Italia”.

Da dove venivano le decine di “Fortezze volanti” e di “Liberator”?

“Fu una delle tre incursioni aeree, in assoluto, alle quali parteciparono simultaneamente i due tipi di formazione. L’obiettivo non poteva essere mancato, soprattutto per le connessioni che la rete ferroviaria aveva con Roma, proprio nelle settimane nelle quali il panorama istituzionale in Italia si era profondamente modificato e stava per essere firmato l’armistizio”.

L’obiettivo fu centrato completamente e la stazione fu devastata…

“Questo non impedì di far partire, poco più tardi di un mese, il convoglio n. 4 per Dacau”

Cioè per realizzare una deportazione…

“Sì, ce n’è documentazione: compresa quella relativa all’itinerario seguito nelle altre stazioni”.

E a proposito di documentazione: perchè sono così rare e di cattiva qualità le foto di un evento così importante?

“Sono convinto che anche sotto l’aspetto fotografico la documentazione è voluminosa. E posso anche dire di essere sulle tracce”

Ma perchè fu bombardato il boschetto?

“Può essere attribuito ad un errore nel calcolo della traiettoria delle bombe, anche per lì’incidenza del vento; da sottolineare che al boschetto non ci fu mitragliamento, che ci sarebbe stato se si fossero voluti uccidere intenzionalmente i civili”.

E questa è la parte meno coinvincente dell’interessante analisi.

Nella foto del titolo dall’alto: i sindaci nel piazzale della Stazione, davanti al monumento alle vittime civili di guerra

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